Chi sono

IRENE VATICANO

Chi sono


Sono Infermiera specializzata in allattamento con certificazione IBCLC e Parent Coach

La mia missione

Sostengo e supporto le famiglie nel loro percorso di allattamento e genitorialità consapevole.

Ti accolgo senza giudizio affiancandoti, come solo una mamma che c’è passata prima di te, può fare

Ti trasmetto gli strumenti che ti servono per vivere al meglio tua vita da mamma

Come lavoro

Il mio percorso formativo

Nel 2011 mi Laureo in infermieristica e dopo poco inizio a lavorare nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Como.

Nel corso degli anni approfondisco sempre di più l’argomento allattamento in Italia e all’estero, vivendo quasi tre anni a Londra, fino a certificarmi IBCLC (consulente professionale in allattamento) con l’esame a settembre 2021.

Nel 2018, con la nascita della mia seconda figlia decido di trasformare la passione per il babywearing, sviluppata con l’arrivo della prima bimba, in una professione.

Comprendo che i genitori hanno bisogno di una guida con competenze trasversali e che non dispensi solo indicazioni teoriche, così a Marzo 2022 concludo il master in Parent Coaching

2011

Laurea in scienze infermieristiche presso l'università degli studi dell'Insubri di Varese

2019

Consulente Babywearing

2021

Certificazione Internazionale Consulente professionale in allattamento IBCLC

2022

Parent Coach

2022

Mondadori pubblica il mio libro Allatta che ti passa

La mia storia

Dietro all’Irene professionista c’è prima di tutto un’Irene Mamma.

In questa pagina scelgo di raccontarti la mia storia perché sono fortemente convinta che è grazie a ciò che mi è successo che sono diventata l’Irene che conosci ora. Sono rimasta incinta nel 2015 e no, non me lo aspettavo. Ho accettato la vita che mi cresceva in grembo come un grande dono, ma completamente inconsapevole di quello che mi aspettava. Sono diventata mamma di Lydia e per quanto amassi alla follia mia figlia, è stata la cosa più difficile di tutta la mia esistenza. Avevo ventotto anni, vivendo in Inghilterra, il mio (ex) compagno di allora usciva di casa la mattina alle sette e tornava la sera per cena. Mia figlia aveva il reflusso ed io nemmeno lo sapevo. Credevo fosse normale che avesse le coliche, che rigurgitasse dopo ogni poppata e che non fosse nemmeno possibile andare in bagno senza averla con me.

Credevo fosse tutto normale. Così mi diceva il medico e così mi dicevano le persone intorno a me. I bambini piangono e vanno abituati fin da subito ad stare giù. Io però, non ci credevo, sentivo che non era propriamente così. Che mia figlia avesse il reflusso l’ho scoperto solo anni dopo, ma da sola nella sua disperazione non l’ho mai lasciata.

Diciotto mesi dopo la nascita di Lydia è arrivata anche Rebecca e ho avuto il piacere di sperimentare l’allattamento in tandem. Non lo sapevo nemmeno che si potessero allattare due bambini di età diversa contemporaneamente.

La maternità mi ha regalato la curiosità. La voglia di capire come funzionano davvero le cose, in particolare modo i bambini. Ho capito la lezione più grande che cerco di trasmettere agli altri: i bambini non sono piccoli adulti.

Se Lydia è stata fondamentale per scoprire il mondo dell’allattamento e comprendere di volermi specializzare in quell’ambito, Rebecca è stata essenziale per approcciarmi al sonno del bambino allattato al seno. Al compiere dei suoi tre mesi, Rebecca ha iniziato a dormire dalle otto di sera alle sette del mattino. Avrei potuto dormire tutta la notte, e invece no! Lydia di svegliava ogni ora e mezza. Io ero distrutta e non capivo perché. Le ho provate tutte, ma davvero tutte. Chi era intorno a me mi diceva di non farla dormire il pomeriggio, di farla stancare, di provare metterla a letto più tardi, ma soprattutto di toglierle il seno. Io però ai detti popolari non ci ho mai creduto e il sonno è un bisogno essenziale dell’essere umano, me lo avevano insegnato al corso di Laura qualche anno prima. Se è un bisogno, allora ci doveva essere dietro una logica, una scienza. Mi sono documentata, ho studiato e messo in pratica tutti gli accorgimenti necessari. Erano passate due settimane e Lydia aveva iniziato a dormire tutta la notte. Con le nozioni giuste, i miracoli avvengono.

Quando abbiamo deciso di avere Gaia lavoravo come infermiera pediatrica a domicilio, presso un’azienda Svizzera. I soldi erano tanti, i riconoscimenti pochi e il tempo per le mie figlie ancora meno. Ricordo ancora le lacrime che ho versato in macchina, giorno del mio rientro al lavoro: Rebecca aveva appena compiuto quattro mesi ed io non volevo smettere di allattare. Tra un paziente e l’altro mi tiravo il latte e lo versavo sul ciglio della strada perché non avevo modo di conservarlo, ma non ho mollato e ho allattato in tandem fino ai tre anni e mezzo di lydia e i ventuno mesi di Rebecca.

Passavano i mesi ed io capivo sempre di più che quel poco tempo con le mie figlie non era abbastanza, che avevo bisogno di trovare il modo giusto per conciliare lavoro e figlie, perché per quanto amassi fare la mamma, io all’Irene lavoratrice non ci volevo rinunciare. Ormai di allattamento ne avevo studiato abbastanza e quindi passai ad approfondire il Babywearing formandomi come consulente. Nel 2019 creo il mio primo videocorso (babywearing per tutti) e inizio a condividere la mia vita e le informazioni raccolte nel corso degli anni, sui social. YouTube è stata la mia prima casa virtuale e poi con il tempo sono arrivati anche Instagram ed il blog.

Quando sono rimasta incinta di Gaia allattavo ancora Lydia e Rebecca. Non volevo smettere di allattare, eppure il mio corpo mi dava dei netti segnali che era ora. Dovevo smettere e non sapevo da dove iniziare. Tutti mi davano consigli assurdi (tipo i cerotti o sostanze poco piacevoli da applicare sui capezzoli), ma io volevo riuscire a smettere in un modo dolce e rispettoso per le mie figlie, in linea con il mio stile educativo. Sono onesta: nessuno mi ha aiutato, nessuno. Ho solo seguito il mio istinto. Nel corso degli anni però, aiutato centinai di mamme a smettere di allattare, ho definito un mio modus operandi che mi da’ sempre grande soddisfazione perché rende le mamme indipendenti e i figli sereni.

Potrei continuare a scrivere pagine e pagine della mia vita per farti capire chi sono..ma sono sicura che seguendomi sui social lo capirai giorno dopo giorno.

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