Molte mamme si sono scontrate con difficoltà relative al l’allattamento e a tante di loro viene consigliato l’acquisto dei paracapezzoli prima ancora di partorire.


Paracapezzolo in silicone

Paracapezzolo in silicone

Consigliati senza un adeguato follow up, in alcuni casi, possono peggiorare la situazione e nascondere il reale problema.

È importante ricordare che è possibile evitare l’uso se correttamente informati da una consulente dell’allattamento al momento dell’avvio dello stesso o durante la gravidanza.

Per chi si chiedesse quando è come sono nati i paracapezzoli sarà contento di sapere che le prime testimonianze risalgono alla metà del XVII secolo. Originariamente erano in argento, legno, osso, vetro e perfino piombo.

L’allattamento al seno con introduzione dei paracapezzoli non riesce quasi mai a seguire il normale andamento fisiologico.

A causa del loro spessore, la quantità di latte ricevuta dal bambino non è talvolta sufficiente. Tuttavia dagli anni ‘80 ne esistono anche di modelli molto più sottili e in silicone.

QUANDO VENGONO UTILIZZATI?

Le neomamme temono spesso di avere i capezzoli piatti o retratti, motivo per il quale cercano disperatamente una soluzione.

Per molte donne è difficile capire che non è necessario cambiare nulla del loro corpo.

Illustrazione OMS di un corretto attacco al seno

I bambini non ciucciano solo dal capezzolo, ma mettono in bocca buona parte dell’areola e un buon attacco al seno viene definito proprio da questo “dettaglio”.

La funzione davvero importante del capezzolo risiede nella capacità dei suoi fori di far fuoriuscire il latte, ma non di per sé nella produzione.

I neonati necessitano di una stimolazione orale alla giunzione tra il palato duro e il palato molle per iniziare la suzione. Se il capezzolo viene allungato con il paracapezzolo e la mamma ha un capezzolo poco sporgente le difficoltà aumentano.

Se il seno è duro e l’areola manca di elasticità (tipica situazione all’arrivo della montata lattea), il bambino non riesce a portarlo un po’ più distante della sua bocca. In questo caso il neonato si lamenta e rifiuta il seno. E’ utile in questi casi spremere manualmente il seno per ammorbidire l’areola, ma viene spesso consigliato, purtroppo, il paracapezzolo per aggirare il problema, creandone così uno ancora più grande.


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Un caso in cui invece l’utilizzo di questo strumento può essere effettivamente d’aiuto è quando abbiamo un neonato prematuro e per facilitarne l’attacco al seno viene introdotto il paracapezzolo. I prematuri infatti rinunciano facilmente a succhiare se incontrano difficoltà a prendere il seno in bocca e se il latte non arriva pressoché subito. E’ stato però dimostrato tramite diversi studi che i bambini prematuri sono in grado di assumere molto più latte con il paracapezzolo rispetto al seno nudo, questo probabilmente perché troppo faticosa per loro la suzione naturale. In questi casi tra l’altro non si registra una variazione della durata dell’allattamento.

COME SI USA?

Se si decide di usarlo occorre seguire molto bene la istruzioni che ti elenco qui sotto:

  1. L’estremità del seno deve essere ben adattata alla bocca del bambino, quindi non troppo lunga, né troppo grande.

  2. La base deve corrispondere alla base del capezzolo

  3. Non deve essere né troppo morbido né troppo duro

  4. Per indossarlo devi arrotolare il suo bordo e posizionarlo sul capezzolo, piegare il bordo superiore sopra l’areola e il seno.

  5. Provare sempre a escluderne l’utilizzo entro il più breve tempo possibile.

Per rimuovere i paracapezzoli è importante provare a farlo durante la poppata, provare diverse posizioni in modo da trovare la più comoda per sé e il bambino, in quanto già questo piccolo accorgimento potrebbe determinare l’intera sorte di tutta la poppata.

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