trauma-da-parto-e-babywearing

Nascere è un trauma a tutti gli effetti. Basta pensare che il bambino viene spinto fuori all’improvviso da quello che era il suo mondo, e si ritrova a non avere più certezze, se non la sua mamma. Con l’accezione trauma da parto ci si riferisce a tante cose: al trauma naturale (ti racconto il mio parto) con cui il bambino deve fare i conti, al trauma della madre (magari per un parto “non rispettato” o eccessivamente medicalizzato), a cui si aggiungono il trauma della separazione, o a quello di un difficile avvio dell’allattamento.

Sai che tutto questo può incidere anche sul babywearing? Ecco 3 cose che devi sapere sul rapporto trauma da parto e babywearing, sono sicura che queste informazioni potranno rivelarsi molto utili!

Come superare il trauma da parto con il babywearing?

3 cose che devi sapere sul rapporto trauma da parto vs babywearing

Il contatto fisico del neonato con il corpo della madre, apporta benefici sia fisiologici che relazionali, e numerosi studi lo confermano. Quando il neonato è tenuto accanto alla madre, sin da subito, manifesta meno segnali di stress (meno cortisolo, ormone dello stress), e dei cicli di pianti meno frequenti.

In questo modo si favoriscono tutta una serie di meccanismi fisici, ma anche mentali, che portano i neonati a superare gradualmente ed in modo naturale, e impercepibile, il trauma della nascita.

Nei primi 9 mesi post partum, che si chiamano esogestazione, il bambino metabolizzerà questo trauma e prenderà coscienza effettiva del mondo che gli sta intorno.

Il trauma da parto dei neonati, ma anche quello materno, tante volte si ripercuotono negativamente nelle prime fasi del babywearing e ci si interroga se sia il caso di portare in fascia o meno. Ma cosa succede esattamente?

1 Reazione iniziale al contenimento

Se fisiologicamente il babywearing dovrebbe portare tranquillità e sicurezza al bambino, quando è presente un trauma da parto e post-parto importante, il contenimento della fascia può portare il bambino a rivivere il momento del trauma che ha vissuto.

Non di rado le mamme mi contattano dicendomi che i loro piccini piangono, che in fascia non ci vogliono stare, che hanno effettuato tutte le legature per bene, e non capiscono come mai. Ecco, uno dei motivi (altri motivi potrebbero essere fisici) è sicuramente legato al trauma da parto. Infatti, può succedere che la reazione iniziale al contenimento possa non essere positiva per i neonati.

2 Non esistono bambini a cui non piace stare in fascia

Non esistono bambini a cui non piace stare in fascia perché è come dire che esistono a bambini a cui non piace stare nella pancia della mamma. Il babywearing non è solo un modo che le mamme, i genitori, cercano per aver “le mani libere”, è prima di tutto proprio una questione di contatto. Il respiro all’unisono, il calore che si fonde, la presenza e la sicurezza che i neonati ritrovano una volta venuti al mondo.

Ma può succedere che, prima che questo meccanismo meraviglioso prenda il via, i bambini manifestino un’insofferenza al contenimento. È del tutto normale, e non è un ostacolo insormontabile. Quindi come sempre, il primo consiglio è mantenere la calma e lasciarsi guidare.

 

Superare il trauma da parto con il babywearing

3 Non mollare ma chiedi aiuto!

E, a proposito del lasciarsi guidare, meglio chiedere aiuto che rinunciare in partenza, non credi? In questo caso vedrai che la difficoltà si risolve avvalendosi di una consulente babywearing (se hai bisogno di me scopri le consulenze) che valuterà il supporto e la modalità di legatura più adatta a quel bambino.

La professionista sarà in grado, non solo di supportarti materialmente nella scelta dei supporti o della legatura, ma ti offrirà la sua esperienza per aiutarti a definire tutti gli step di questo percorso. Non si può pretendere che tutti i neonati sin da subito vogliano stare belli buoni in fascia: prendiamoli per mano, e accompagniamoli senza paura.

Ogni giorno una piccola conquista, perché, anche in questo caso, il segreto è darsi del tempo, darsi modo di trovare il ritmo con la giusta gradualità e tanta pazienza.

Tra l’altro, è invece molto importante praticare il babywearing proprio per metabolizzare al meglio il trauma da parto e superarlo più facilmente insieme.

Altri accorgimenti

Se non ha ancora contattato una professionista del babywearing, ti lascio qualche suggerimento per iniziare con il piede giusto:

  • Non accanirti (non è un capriccio, se dietro c’è un trauma peggiori la situazione)
  • Se fai delle prove scegli momenti di tranquillità (non se deve mangiare o ha troppo sonno ecc.)
  • Cerca di rilassarti e stai calma (se te ne fai un cruccio trasmetti ansia e non sicurezza)
  • Sicura della scelta del supporto? (confrontati con i professionisti)

Questi sono dei piccoli suggerimenti, delle piccole “sane” abitudini, ma in ogni caso, affidarsi alle cure di una consulente, è la scelta migliore che puoi fare!

Tre cose che devi sapere prima di fare la consulenza babywearing

Non rinunciare senza prima provarci davvero!

1 commento su “Trauma da parto vs babywearing: 3 cose che devi sapere!”

  1. Pingback: 5 ottimi motivi per scegliere la fascia elastica per neonati - Irene Vaticano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su