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Le emozioni dell’arrivo del proprio bambino sono talmente travolgenti che vorresti urlarlo al mondo intero, ed è una sensazione meravigliosamente forte che accomuna tantissimi neo-genitori. Non è raro voler imprimere sulla propria pelle questi momenti, con il nome del proprio bebè, la data di nascita, o un qualunque altro simbolo: è una maniera come un’altra per trattenere a sé le emozioni che una nuova nascita è in grado di regalarci. Ma si possono fare tatuaggi in allattamento? La situazione è semplice: non ci sono evidenze scientifiche che i tatuaggi in allattamento possano creare problemi ai bambini. Ma, c’è un ma!

In ogni caso, sarebbe meglio aspettare che i piccoli crescano un po’, tanto per essere caute il più possibile anche per la eventuale necessità di dover curare infezioni. Ti spiego meglio, in modo che tu possa valutare bene tutto e fare, come sempre, una scelta consapevole, e con meno margini di errore possibili, per te e per i tuoi piccolini.

Posso fare tatuaggi in allattamento?

Un tatuaggio è per sempre, come l’amore per i propri figli, ma se in quel momento stai allattando porsi la domanda se sia possibile farlo e che rischi comporta, è molto importante. Posso fare tatuaggi in allattamento senza nuocere al mio bambino? Beh! Come tante cose della nostra vita, la verità sta nel mezzo: dipende da tantissimi fattori.

Come si fa un tatuaggio?

Procediamo con ordine, e andiamo a capire come vengono eseguiti i tatuaggi, che come saprai, sono una pratica dalle origini antichissime. Si pensa addirittura che il primo tatuaggio abbia avuto luogo ben 5 mila anni fa, e direi che di strada da quel momento ne sia passata veramente tanta. E lo possiamo vedere noi stesse anche dalle tecniche utilizzate oggi dai tatuatori. Un tempo si utilizzavano piccoli bastoncini di legno imbevuti che picchiettando andavano a imprimere inchiostro sotto pelle. Nulla di tutto ciò nell’era più moderna grazie a una tecnologia sempre più all’avanguardia per tecniche e utilizzo dei materiali. 

Per poter imprimere un nome, un simbolo o una data sulla propria pelle, viene utilizzato un apparecchio elettronico dotato di aghi, che, attraverso piccoli movimenti impercettibili, permettono all’inchiostro di penetrare nella pelle. Pochi secondi che servono per raggiungere il secondo e il terzo strato di pelle (dermo e sottocute) che compongono l’organo più esteso e dinamico di cui l’essere umano è dotato dalla nascita. La pelle, appunto.

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Attenzione in allattamento… e non solo

Che vuoi che sia un piccolo tatuaggio quando la superficie del nostro corpo è così ben organizzata su strati e strati formati da cute, dermo e sottopelle? Seppure in medicina non esistano studi che confermino la nocività dell’inchiostro in un campione di donne che si sono tatuate in contemporanea al periodo di allattamento, un tattoo è a tutti gli effetti una ferita. Ecco perché occorre prestare attenzione ai tatuaggi in allattamento e non solo!

Si tratta di una lesione cutanea che necessita di un periodo di cura per cicatrizzarsi proprio come una ferita, un taglio o i punti che vengono eseguiti sia nel caso di episiotomia per il parto naturale o per il taglio cesareo. Il rischio di infezione, per una serie di motivi che andremo ad approfondire a breve, può essere molto alto. Questo tipo di infezioni necessitano di terapie adatte ad aiutare l’organismo a combattere, ma nella maggior parte delle volte, non sono compatibili con il latte materno (per verificare la compatibilità di farmaci che devi assumere con l’allattamento al seno puoi contattare il Centro Antiveleni di Bergamo).

Quali pericoli?

Attrezzature non adeguate, inchiostro contaminato, acqua non sterilizzata e l’utilizzo di aghi non propriamente usa e getta possono portare a infettare il sito del tattoo con l’introduzione dei batteri nella ferita. 

Risulta molto importante scegliere con attenzione a chi rivolgersi, e verificare che rispetti le leggi e i regolamenti locali con la stessa attenzione e cura che abbiamo posto nel scegliere la struttura in cui avremmo avuto piacere di partorire. Precauzioni universali che vanno tenute in considerazione sempre, e in particolar modo quando una mamma è in procinto di allattare il proprio bambino. 

Le infezioni

Le infezioni che possono verificarsi nei giorni successivi al tatuaggio avvengono perché non si sono eseguiti i protocolli raccomandati. Mantenere il tatuaggio pulito lavandolo con acqua e sapone neutro, evitare di togliere le croste che si formano per via della naturale cicatrizzazione della pelle e proteggerlo dal sole sono comportamenti indispensabili per non avere infezioni locali. Un altro rischio è l’esposizione ai metalli pesanti presenti nell’inchiostro e che è bene tenere a mente se si soffre di ipersensibilità e allergie sistemiche come ad esempio il nichel. 

Diversamente si descrivono le infezioni come sistematiche quando il tatuatore viene meno alle regolari precauzioni universali con la conseguenza di provocare nel cliente malattie come epatite, tetano e HIV. Patologie infettive che inizialmente appaiono asintomatiche e che passano attraverso il sangue al latte materno con conseguenze per la mamma e il bambino. 

Ci sono anche professionisti dei tattoo che potrebbero inoltre rifiutarsi di procedere con un tatuaggio (o l’esecuzione di un piercing) se una donna è incinta o sta allattando al seno.

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Consigli per tatuaggi in allattamento in sicurezza

Se hai deciso di fare dei tatuaggi in allattamento, allora agisci sempre in sicurezza.

1 Non avere fretta!

La fretta è solo frutto dell’impulsività, ma a volte non paga. Quindi il mio primo consiglio è: evitare di fare un tatuaggio prima dei 6 mesi di vita e quando l’allattamento al seno è esclusivo e a richiesta (a proposito, se hai bisogno di supporto, scopri le mie consulenze Parti Bene, per un avvio sereno dell’allattamento al seno). Considera che non sarà una rinuncia per tutta la vita, ma un appuntamento da rimandare quando il proprio bebè avrà raggiunto alcune importanti tappe della crescita. 

2 Affidati a professionisti qualificati

Abbiamo visto che rivolgersi a un professionista certificato e autorizzato è molto importante, ma prima di procedere a fissare un appuntamento, è bene tenere a mente alcune considerazioni se si sta allattando:

  • da quanto tempo allatti;
  • che tipo di allattamento (esclusivo e a richiesta);
  • l’età del tuo bambino;
  • quanto sarà grande il tatuaggio;
  • in che zona del corpo sarà effettuato;
  • e, appunto, quale professionista ti rivolgerai.

3 Quando fare tatuaggi in allattamento?

Valuta le tempistiche! E qui ti ho già risposto: meglio aspettare almeno fino a 9/12 mesi, o comunque quando il bambino abbia già avviato anche l’alimentazione complementare o l’autosvezzamento (sai come funziona l’autosvezzamento?).

4 Dove fare tatuaggi se allatti?

Occorre seguire anche alcuni accorgimenti molto importanti, anche per quanto riguarda la zona del corpo che andrete a tatuare. È bene che il tattoo sia in una zona ben visibile e a portata dei tuoi occhi, in modo da tenerlo pulito e cogliere al meglio ogni variazione fisiologica della pelle. Un tatuaggio nuovo provoca immancabilmente dolore, arrossamento e gonfiore nella zona trattata e conseguentemente la pelle avrà una notevole secchezza. Per questo motivo ti consiglio di scegliere un tattoo non troppo grande, banalmente anche solo per rendere più semplice la guarigione.

5 Ascolta il tuo corpo

Tieni presente che dopo la gravidanza e il parto (sia esso naturale che parto cesareo), il corpo della donna è in un certo senso già “provato”, inutile stressarlo e stressarsi ulteriormente per via di un tatuaggio. Aspettare qualche mese in più ti darà modo di ritrovare la giusta energia. Non è una cosa da sottovalutare, ascoltarsi è sempre una buona pratica.

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È un si o un no?

Ma allora è un si o un no? Come ti ho anticipato sin dall’inizio, non esistono controindicazioni vere e proprie nei confronti dei tatuaggi, che sono a mio parere una esternazione d’amore nei confronti della persona amata (e possono piacere o meno, eh), ma appare a tutti gli effetti più prudente poter rimandare l’appuntamento con il tatuatore quando il proprio bambino è più grande. Scegliendo sempre con cura e massima attenzione, a quale professionista rivolgerti per non ritrovarti a dover trasformare un bellissimo ricordo in un momento spiacevole e da dimenticare.

Per questo, ed altri tipi di quesiti che ti stai trovando ad affrontare, ci trovi in Accademia Mamma: un luogo tutto dedicato a noi, di confronto tra mamme e con tante professioniste preparate pronte a supportarti!

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