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La società in cui viviamo richiede sempre più spesso il raggiungimento di standard rigidi e irrealizzabili nei molteplici ruoli di cui è composta. Divenire genitori non ci ha reso assolutamente esenti, anzi, tutt’al più sembra che l’asticella delle abilità e delle competenze, tenderà ad alzarsi ulteriormente per le aspettative che impone questo ruolo. Ecco perché si parla sempre più spesso di parent training e sostegno genitoriale: ma di cosa si tratta effettivamente?

Abbiamo già avuto modo di parlare delle opportunità che un percorso di parent coaching è in grado di offrire ai neo genitori. In questo articolo vorrei completare il discorso andando oltre, ed offrendo informazioni sul sostegno genitoriale (o parent training) e quali strategie utilizza nei suoi percorsi. 

A cosa serve il sostegno genitoriale?

La nascita di un bambino è un grande evento che porta euforia, gioia e felicità, ma allo stesso tempo comporta un enorme cambiamento in ogni individuo, nelle mamme poi, non ne parliamo. E da mamma so esattamente cosa dico! Fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo e contemporaneamente è quello che è in grado di offrire molteplici sfumature di emozioni. Per questo motivo nessun manuale sarà in grado di consigliare come comportarsi per diventare il genitore dell’anno senza cadere nei luoghi comuni. Tanto meno servirà una ricerca in rete per trovare formule sensazionali asettiche che ti spacciano in dieci mosse come diventare un buon genitore per i tuoi figli. 

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Non dico che siano inutili a priori, ma sono un circolo vizioso che andrà ad aumentare ulteriormente lo spettro dei dubbi, delle perplessità e delle incomprensioni. Eh quindi a che dobbiamo fare se non esistono manuali, non esistono formule magiche e il costume da supereroi è riposto nell’armadio a prendere polvere? 

Più che dirti cosa devi fare mi preme subito consigliarti cosa non dovresti fare ovvero: pensare di rivolgerti a un terapeuta, uno psicologo o ad un parent coach quando i problemi, le difficoltà si sono già presentate. È un pensiero che accomuna molte persone più di quanto si possa immaginare.

La mia esperienza di mamma

Guarda me per esempio. Prima di avere figli ero convinta che alcuni comportamenti non li avrei mai fatti e consideravo il mondo dell’infanzia attraverso letture di manuali che mostravano i bambini come piccoli tiranni e i genitori come adulti capricciosi. Ero convinta che rivolgersi a un professionista fosse necessario ma solo in presenza di un forte malessere. O nei casi della presenza di una patologia conclamata che necessita di un sostegno esterno. 

Diventando mamma e iniziando il percorso professionale come consulente all’allattamento e al babywearing (scopri le mie consulenze allattamento) ho avuto modo di entrare in contatto con realtà e famiglie diverse tra di loro. Nell’approccio educativo, comportamentale o sociale erano differenti e in alcuni casi diametralmente opposti nelle idee, convinzioni ma con una esigenza solida alla base: il poter essere presi per mano ed accompagnati senza giudizio, critica e compitini serali nel difficile mestiere che è l’essere un genitore. 

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 Nei momenti di perplessità come in quelli di serenità e gioia è importante avere una lettura esterna su quali siano le dinamiche da mettere in campo nella propria crescita come genitore. 

Esiste una frase della pediatra francese Francoise Dolto che trovo illuminante quando mi chiedono cosa sia un percorso di sostegno alla genitorialità: “ I genitori sono i primi a sapere ma hanno bisogno di una conferma alla loro intuizione”.

Qual è la differenza tra sostegno genitoriale e parent coaching?

La differenza tra parent coaching di cui abbiamo già avuto modo di parlare (come funziona un percorso di parent coaching?) e di parent training potrà apparire molto sottile. Considera che il parent training nasce alla fine degli anni Settanta per rispondere propriamente alle domande, ai dubbi e alle perplessità delle famiglie con figli disabili. Negli anni questo approccio ha avuto una evoluzione molto intensa ed ad oggi la figura del parent trainer è simile a quella di un coach: una guida che sappia accompagnare l’adulto nel suo percorso di genitore avendo ben in mente le caratteristiche infantili e i comportamenti significativi dei bambini. Fornendo di fatto le giuste strategie da utilizzare nella relazione con il proprio figlio. Ma il percorso è sostanzialmente di accompagnamento psicologico, cosa che con il coaching non avviene.

Vediamo meglio.

4 differenze tra parent coaching e parent training

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  1. Il sostegno alla genitorialità è un supporto psicologico vero e proprio (quindi deve essere fatto da psicologi o psicoterapeuti esperti) che aiuta a far emergere il proprio intuito consentendo di mettere in campo strategie utili a capire come poter creare un ambiente sano, sereno e stimolante. Un percorso che andrà a formare il genitore offrendo competenze educative e andando a potenziarne le abilità genitoriali. Non per altro gli anglosassoni chiamano questo approccio con la definizione di parent training, il quale riporta alla mente l’immagine di un vero proprio allenamento al divenire genitore. 
  2. Mi piace immaginare invece il parent coaching come ad un tipo di allenamento differente, da effettuare in compagnia del coach di fiducia, e che serve invece per focalizzarsi al meglio sui propri obiettivi e priorità, lavorando sui confini. In questo caso, ricordiamolo non si lavora a livello psicologico, e ad esempio, io stessa in consulenza fiuto subito se la persona che ho di fronte ha bisogno di un percorso diverso e di tipo terapeutico, e a quel punto mi preme indirizzarla subito da chi di dovere.
  3. Un percorso di sostegno genitoriale (o parent training) rivolge esclusivamente a mamma e papà, non ai figli. In coppia, da soli o in piccoli gruppi omogenei. Come con il parent coaching, questo approccio non è rivolto ai bambini, ma è propriamente focalizzato sugli adulti.
  4. Gioca una parte fondamentale il ruolo del professionista: che è sempre uno psicologo nel sostegno genitoriale; mentre in caso di coaching, può essere affidato a un mediatore, educatore, o esperto certificato.

Quando serve un percorso di parent traing?

Aver bisogno di un percorso di sostegno genitoriale non significa necessariamente solo dal momento in cui si è diventati genitori, ma in tutte quelle situazioni che riguardano le fasi evolutive che l’essere umano dovrà affrontare e che comportano grandi cambiamenti:

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  • la gravidanza che è a tutti gli effetti il momento di grande cambiamento di ogni donna e che porta ad avere sensazioni molto forti a volte contrastanti fra di loro. Un periodo scandito da esami, lunghe attese di diagnosi e a piccole rinunce per il benessere del feto sia individuali che di coppia. Il passaggio dall’essere in due al divenire in tre con la ridefinizione dei ruoli all’interno della coppia e con la famiglia di origine. 
  • Il puerperio è il momento in cui le fatiche del post parto sono più intense e dove si è concretizzato il nuovo ruolo di mamma, di genitore. Un sostegno alla genitorialità può in questo periodo focalizzato sul benessere del bambino aiutare la mamma e il papà a riconoscere determinate situazioni. Capire e agire per migliorare la comunicazione affinché i bisogni di una mamma siano accolti. Non dimentichiamoci che quando nasce un bambino, nasce anche una mamma!
  • I primi anni di vita del proprio bambino quando si ha la sensazione di essere stati travolti da un uragano e le piccole difficoltà possono apparire alte montagne da scalare. In questo contesto un sostegno genitoriale privo di giudizi e senza porre inutili sensi di colpa possono aiutare a costruire quelle strategie per crescere nel ruolo di genitore. 
  • Il periodo dell’adolescenza quando il riconoscimento dell’identità di un bambino si sta costruendo per divenire un adulto con un proprio ruolo nella società senza che ci si dimentichi del proprio ruolo come genitore. 

Abbiamo visto che non esistono istruzioni, manuali e bacchette magiche per diventare genitori. Ogni gravidanza, ogni bambino ed ogni famiglia ha un proprio progetto. Possiamo paragonare tutto questo come una ricetta dove sarà fondamentale riconoscere gli ingredienti partendo dalle etichette, dalla data di scadenza e dalle proprietà nutrizionali per poi usarli al meglio. 

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L’obiettivo di un sostegno genitoriale è fornire ai genitori gli strumenti e le tecniche necessarie per poter leggere gli ingredienti e capire quando siano il caso di utilizzarli per rendere le pietanze sempre più affini al proprio gusto. 

Più sostegno ai genitori e alle mamme

In conclusione i percorsi di sostegno alla genitorialità nascono per essere destinati a famiglie che si ritrovano in situazioni particolarmente problematiche e che con il tempo questa opportunità si è allargata a tutti i genitori che vogliono migliorare lavorando sul proprio ruolo. Essere genitori abbiamo visto è il mestiere più difficile, ma ci sono molte figure professionali che possono accompagnarci per mano dandoci il miglior sostegno genitoriale di cui abbiamo bisogno. Non dobbiamo temere giudizi, perché non c’è niente di male nel tendere una mano e chiedere aiuto, anzi, è segno di forza e intelligenza.

Se hai dubbi sulla strada da seguire o sul percorso migliore per te contattami senza impegno o corri a scoprire come posso aiutarti con i percorsi di parent coaching!

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