Sindrome della morte in culla: Tutto quello che devi sapere

Ho sentito speso parlare della SIDS dalle future mamme, ma penso che ci sia ancora molta confusione al riguardo. Premesso che non è una patologia definita che può essere diagnosticata, ma semplicemente una diagnosi che va ad escludere una serie di patologie, oggi andiamo a capire meglio cosa riguarda, ma soprattutto quello che possiamo effettivamente fare per cercare di evitarla.

L’acronimo SIDS viene dall’inglese Sudden Infant Death Syndrom.


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Questa definizione comprende le morti durante il sonno che si verificano entro l’anno di vita dei bambini apparentemente sani e a cui anche con un esame post mortem non sia arriva a una causa. Quindi possiamo dire che tutt’ora le cause della SIDS non sono ancora chiare.

Però il CDC (centro i controllo delle malattie di Atlanta) ha dichiarato recentemente che la causa della SIDS potrebbe essere correlata ad anomalie cerebrali della parte che controlla il ritmo sonno-veglia.

Quello che si pensa è che i neonati in culla muoiano perchè non riescano a reagire a livelli di anidride carbonica elevati con la reazione del risveglio.

I bambini più soggetti sono quelli prematuri, che hanno madri fumatrici durante la gravidanza e che vivono in ambienti dove si fuma.

Faccio presente che un fumatore, per non esporre a fumo passivo un bambino, dovrebbe lavarsi mani e denti dopo aver consumato la sigaretta e aspettare 20 minuti prima di avvicinarsi.

Non essendoci una causa nota e certa di SIDS quello che fondamentale è la prevenzione.

Si è visto che vi sono dei comportamenti che messi in atto prevengono il rischio. Sono semplici, ma importanti:

  • Dormire a pancia in su

  • Dormire nella stanza dei genitori

  • Essere allattati al seno

  • Non essere esposti al fumo di sigaretta

  • Temperatura della stanza tra i 18° e i 20°C

  • Materasso rigido ed evitare la presenza di cuscini e paracolpi

  • No al bed sharing

  • Uso del ciuccio


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Dormire a pancia in su: Nel corso degli anni le linee guida sono cambiate e se inizialmente si consigliava di tenere i bambini a pancia in giù, ora le raccomandazioni sono esattamente opposte. Questo perché posizionati a pancia in giù i neonati, in caso di vomito, potrebbero aspirare parte di ciò che è stato rigurgitato o vomitato, in quanto non hanno ancora il controllo del capo, necessario a spostarlo. L’inalazione del vomito è molto pericolosa ed è una di quelle cause di morte neonatale comuni. A pancia in su invece, si è proprio visto che andiamo a ridurre notevolmente questo rischio e se voglio mettere il bambino in totale sicurezza, basta posizionare il lettino con un’inclinazione di 30* gradi.

Dormire nella stessa stanza dei genitori: Al contrario di ciò che la nostra cultura ci dice, dormire in camera con i genitori non è qualcosa di sconsigliato o che potrebbe inficiare l’autonomia del bambino, ma anzi è il modo più sicuro per controllare il nostro bambino ed essere sicure che stia bene, soprattutto la notte quando riposiamo. Farlo dormire in camera con noi ci da la possibilità di intervenire prontamente in caso dovessimo notare che il bambino ha difficoltà respiratorie.

Allattamento al seno: Un bambino allattato al seno è un bambino che si risveglia mediamente ogni due ore. Ciò permette al bambino di ridurre la possibilità di apnea notturna.

No al bed sharing: Le linee guida dicono chiaramente che è sconsigliata la condivisione del letto tra bambino e genitore, personalmente ritengo che il pericolo sia nell’eccessiva copertura del bambino tramite le coperte del letto e dalla presenza di cuscini morbidi in cui può sprofondare. Facendo attenzione a questi due fattori, penso che si azzeri il pericolo derivante dalla condivisione del letto.

Usare il ciuccio: L’uso del ciuccio è un fattore preventivo del rischio di SIDS nel caso il bambino non venga allattato al seno, in quanto stimola il riflesso di suzione e quindi riduce la possibilità di apnea notturna.

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