Riconoscere il riflesso di estrusione è fondamentale per un buon avvio dello svezzamento del bambino.


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Più volte mi sono trovata a parlare di autosvezzamento e come sa chi mi segue anche su gli altri canali social, uno dei requisiti per iniziare lo svezzamento e proprio la perdita del riflesso di estrusione. La verità però è che ben poche persone sanno cos’è.

Che si parli di ausvezzamento o di svezzamento classico, che poi di classico ha ben poco se si guarda alla storia, i requisiti per introdurre del cibo solido nella dieta del bambino dovrebbero essere li stessi.

Il riflesso di estrusione è un riflesso arcaico neonatale. In parole più semplici è un movimento involontario che il neonato effettua in risposta a uno stimolo esterno.

Il SNC (Sistema Nervoso Centrale) non è ancora del tutto sviluppato nei piccolini, ma con il passare del tempo matura e piano piano comincia a produrre movimenti intenzionali. A questo punto i riflessi neonatali spariscono per lasciare spazio ad azioni volontarie come ad esempio afferrare oggetti, rotolare etc..

Il riflesso di estrusione della lingua va a decadere intorno ai 5 mesi del bambino.

Per capire se effettivamente questo riflesso si è estinto possiamo avvicinare un cucchiaino (anche vuoto) alla bocca del nostro bambino toccandone le labbra, se a questo punto il bimbo porta in fuori la lingua quasi sfregandola sul palato allora il riflesso è ancora presente.

Nella nostra cultura generalmente è il pediatra a valutare se il bambino è pronto per lo svezzamento. Questa decisione dovrebbe essere presa su base di un’accurata osservazione dell’età, della postura e della posizione della lingua.


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Un bambino pronto per affacciarsi al mondo del cibo infatti è un bambino che è in grado di stare seduto da solo, che ha almeno 6 mesi e che ha perso proprio il riflesso di estrusione della lingua.

Questi tre requisiti sono fondamentali per far si che l’alimentazione complementare sia ben accetta dal bambino e che sia fonte di curiosità e non che venga vissuta come una forzatura o costrizione. Inoltre se proviamo a dare del cibo, anche frullato, a un bambino che non è pronto e che soprattutto non ha perso il riflesso di estrusione, quello che capiterà è che il 90% di quello che c’è sul cucchiaino viene sputato e il 10%  rimasto provoca tosse e rischia di far strozzare il bambino.

La verità però è che qualunque mamma, se ben informata e consapevole di queste cose, è molto più capace di valutare il suo bambino di qualunque pediatra.

Questo perché lei lo osserva tutti i giorni per svariate ore e in diverse situazioni. E’ lei la prima che si può accorgere di un cambiamento e capire se il bambino ha effettivamente le tre caratteristiche elencate qui sopra.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) da’ la rigida indicazione di non introdurre nessun alimento, al di fuori del latte materno o in formula, prima dei 6 mesi, questo sulla base di diversi studi scientifici.

Se il vostro bambino a 6 mesi non si dimostrasse ancora pronto a iniziare a mangiare qualcosa di solido non preoccupatevi e seguite i suoi tempi, il momento arriverà e nel frattempo il latte lo nutrirà a sufficienza.

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