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Articolo a cura della Dott.ssa Arianna Bottero

Il reflusso dei neonati o dei bambini, è uno dei temi caldi dei neo-genitori, e in verità, anche dei genitori già rodati. Di certo, affrontare tutto con informazioni corrette e attendibili, è sicuramente il passo più importante che si possa fare. Ecco perché il mio primo consiglio, è quello di affidarti a medici competenti. Molto spesso il reflusso è silente, quindi occorre un occhio esperto e professionale, che sappia leggere nel tuo bambino i tratti del reflusso gastro-esofageo.

Cos’è il reflusso gastro-esofageo?

Il reflusso dei neonati o dei bambini, ma anche degli adulti, è il reflusso gastro-esofageo, definito come il passaggio involontario di contenuto gastrico nell’esofago. Nei bambini rappresenta spesso un fenomeno fisiologico a causa dell’immaturità del cardias (GER), la valvola gastro-esofagea, che tende a risolversi spontaneamente nel primo anno di vita, talvolta senza manifestazioni cliniche di rilievo. Si definisce invece malattia da reflusso gastro-esofageo (GERD) un reflusso che causa una sintomatologia evidente e dei veri e propri danni alla mucosa esofagea. 

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Comprendere la storia naturale e gli outcomes del reflusso dei neonati o del reflusso gastro-esofageo nei bambini è molto importante per identificare pazienti a rischio di sviluppare complicanze GERD correlate in età adulta.

Quando sospettare il reflusso nei neonati o nei bambini?

Un reflusso fisiologico si verifica nel 40-65% di tutti i bambini altrimenti sani soprattutto nei primi 4 mesi di vita. Generalmente la sintomatologia è silente; infatti quando ci si trova di fronte a sintomi fastidiosi, che vanno ad incidere sulla qualità della vita del bambino o causano complicanze patologiche, si parla di una vera e propria malattia da reflusso gastro-esofageo. 

I sintomi cambiano a seconda dell’età del bambino (generalmente non compaiono subito dopo la nascita, ma dopo qualche settimana) e sono talvolta aspecifici e possono essere causati anche da altre condizioni come per esempio l’allergia alle proteine del latte vaccino. 

Ecco elencati alcuni dei sintomi/segni più eclatanti del reflusso dei neonati:

  • -perdita di peso o inadeguata crescita
  • -disfagia
  • -rigurgito/vomito (sintomi eclatanti non sempre presenti)
  • -erosioni dentali
  • -apnea e sintomi respiratori come polmoniti ricorrenti, stridore.

Molto spesso, però, il reflusso non si manifesta con queste caratteristiche. E’ infatti comune il riscontro di singhiozzo (anche nel pancione), irritabilità, poppata disturbata, coliche addominali, pianto inconsolabile. Il piccolo con reflusso è un bambino che non sta bene, ha una qualità della vita disturbata e con lui tutta la famiglia. 

Come si può diagnosticare il reflusso dei neonati?

È molto importante distinguere tra GER e GERD, ma non è sempre così facile arrivare ad una diagnosi certa. Esistono delle linee guida internazionali che sono quelle ESPGHAN e NASPGHAN, che mettono a disposizione dei questionari sia per gli adulti che per i bambini per poter arrivare ad una diagnosi. Inoltre, facilmente accessibile ai genitori, esiste l’associazione AINER (Associazione italiana neonati reflussanti), che mette a disposizione un questionario mediante il quale ci si può orientare.                                                             

Una delle maggiori criticità, come suddetto, è la presentazione clinica talvolta sfumata e aspecifica, ma comunque mai da sottovalutare. 

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Le linee guida attuali propongono un cluster di sintomi considerati “red flags” nei bambini sotto i 2 anni (es. vomito biliare, sanguinamento gastrointestinale, ematemesi, diarrea, stipsi, letargia), che richiedono l’esecuzione di test diagnostici accurati al fine di arrivare ad una diagnosi certa (pH-metria dell’esofago, EGDS). In tutti gli altri casi dove i sintomi sono più lievi, ma comunque presenti ed invalidanti, ci si avvale della diagnosi clinica, vista anche la necessità di non sottoporre il piccolo sotto i 2 anni a procedure invasive.

Invece, per quanto riguarda bambini più grandi e adolescenti, sintomi come bruciore allo stomaco o rigurgito acido, possono condurre più facilmente alla diagnosi di GERD, senza necessariamente eseguire test diagnostici. 

Trattamento conservativo

Lattanti e bambini in svezzamento

La terapia posturale è fondamentale per il reflusso dei neonati, in particolar modo con babywearing, eseguito correttamente (rivolgersi sempre a un consulente babywearing per imparare ad usare la posizione corretta per il bambino reflussante).

È importante tenere costantemente il bambino reflussante in verticale e si capisce bene che il babywearing può venire incontro a questo tipo di esigenza. Questo è sicuramente il primo approccio da utilizzare prima di pensare ad altro.

Nei bambini allattati al seno si consiglia:

  • di eseguire poppate brevi e ravvicinate, per evitare di sovraccaricare lo stomaco.
  • Si può anche proporre alla madre di eseguire una dieta priva di proteine del latte vaccino per due settimane e valutare l’andamento della sintomatologia nel bambino.

Negli allattati artificialmente si consiglia:

  • di addensare la formula in uso con crema di riso o amido di mais (soprattutto nei bambini vicini allo svezzamento);
  • oppure esistono delle formule in commercio chiamate antireflusso, che hanno una composizione particolare che risulta più digeribile.

Per tutti, si può provare un metodo molto utile, che rafforza anche il bindig genitore-figlio, è quello di introdurre nella routine l’esecuzione di massaggi toraco-addominali (esistono dei corsi di massaggio molto validi dove spiegano come eseguirli). Infine si può eseguire anche una valutazione osteopatica, al fine di esaminare la muscolatura suboccipitale e rilassare la colonna vertebrale. Durante lo svezzamento, oltre a tutte le accortezze sopracitate, si consiglia di limitare l’utilizzo di cibi eccessivamente acidi (pomodoro, agrumi, spezie) e alimenti molto grassi. 

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Altro consiglio sempre valido è quello di: favorire la posizione verticale se il bambino è sveglio, durante la notte si raccomanda di tenerlo supino (norme di prevenzione della SIDS).

Bambini sopra i due anni e adolescenti

In questo caso la dieta gioca un ruolo fondamentale, quindi, come sopra, limitare l’utilizzo di cibi eccessivamente acidi o grassi, non mettere a letto i bambini subito dopo aver mangiato. Si consigliano sempre pasti piccoli e frequenti e non mangiare troppo prima di andare a dormire. Nell’adolescente occorre controllare maggiormente lo stile di vita: attenzione all’alcool, al fumo e al caffè in particolare.

Cosa fare se non si ottengono miglioramenti?

Se anche dopo l’aver messo in pratica questo tipo di terapia comportamentale i sintomi del reflusso persistono, previa valutazione medica, si potrà pensare all’introduzione di una terapia farmacologica (a base di magnesio alginato e gli inibitori di pompa protonica), per un periodo comunque limitato.

Infine, bisogna considerare che generalmente i sintomi da reflusso dei neonati si attenuano con la crescita del bambino. Questo non vuol dire che non si debba fare nulla in presenza del reflusso, ma semplicemente che per fortuna con il tempo il disturbo tende a scomparire. Se vuoi approfondire queste e altre tematiche, corri scoprire Accademia Mamma, un luogo di confronto e informazioni da parte di professionisti!

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