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A quale neomamma non è mai capitato di andare un po’ in panico perché il suo bambino non smetteva di piangere? Irritabilità, poppate disturbate con ruttini, e rigurgiti sempre più frequenti, diffondono ansia e dubbi tra i neogenitori, intenti a chiedersi cosa fare per calmare i propri piccini. Sicuramente se sei qui ci sarai passata anche tu, e lo so come ti senti perché ho avuto le stesse sensazioni, ma sappi che c’è sempre un motivo per cui questo stia accadendo. Molte volte la riposta che arriva è: reflusso dei neonati.

Parliamo quindi di reflusso in età pediatrica, e di come riconoscere bene i sintomi, per poter agire tempestivamente per il benessere del nostro bimbo. Ma parliamo anche del babywearing, e di come questa pratica ci venga ancora una volta in aiuto. Continua a leggere per capire in che modo.

Cos’è il reflusso neonatale?

Il reflusso dei neonati è una patologia molto diffusa che consiste nella risalita lungo l’esofago, di latte o cibo, o succhi gastrici, provenienti dallo stomaco, e che riguarda molto spesso i neonati, per via dell’immaturità del proprio organismo. Si tratta, a mio avviso, di una condizione ancora troppo sottovalutata anche da alcuni professionisti. L’immaginario comune porterebbe a pensare che un bambino con reflusso sia colui che vomita o rigurgita associandola a uno scarso scatto di crescita. Non è assolutamente così. 

Esistono tipologie di reflusso molto difficili da diagnosticare, e la mancanza di fuoriuscita dalla bocca di materiale gastrico, non permette di darne una chiara indicazione (almeno non nell’immediato) su cosa stia realmente accadendo. Risulta molto importante conoscere a fondo i sintomi e i comportamenti da attuare per alleviare il fastidio prima che si presenti. Lo abbiamo sempre detto che prevenire è meglio che curare, no? In questo caso è molto più facile di quello che possa sembrare ma vediamo insieme prima di tutto quando e come parlare di reflusso in età pediatrica. 

Nel primo anno di vita di un bambino parte dell’apparato digerente, dell’esofago e dello stomaco non sono ancora maturi

I primi nove mesi fuori dalla pancia della mamma (esogestazione) servono al neonato per portare a termine ciò che è iniziato all’interno dell’utero materno. Non c’è bisogno di avere fretta per maturare, e il corpo umano sa benissimo come il tempo sia prezioso per farlo al meglio, tanto che impiega circa nove mesi, a volte anche dodici o qualche giorno in più. In particolare, sarà proprio la maturazione del cardias a dare qualche problema nei primi sei mesi dalla nascita. 

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Cos’è il cardias e a cosa serve

Cos’è il cardias e a cosa serve è la prima domanda che è bene porsi per capire esattamente come funziona o meglio cosa dovrebbe funzionare quando andiamo a introdurre un nutrimento nel nostro organismo. Il cardias non è altro che un punto ben specifico del corpo che ha il compito di mettere in comunicazione l’esofago con lo stomaco e presenta una valvola che ne regola il passaggio con un nome molto forte, sfintere gastroesogafeo. 

L’espressione più comune che avremo utilizzato una volta abusato di cibi speziati, troppo acidi o cotti male sarà sicuramente “che acidità di stomaco tremenda”, ma siamo adulti che conoscono bene il proprio corpo. Differentemente, un neonato, quando avvertirà la presenza di latte che risale lungo le pareti dell’esofago, sarà infastidito in quanto non ne conosce il motivo. Così dolore e forte disturbo potrebbero diventare persistenti lungo l’arco della giornata.  

Quando il contenuto dello stomaco risale verso l’esofago con o meno vomito o rigurgito, viene utilizzato il termine di Reflusso gastroesofageo o l’acronimo RGE. È una condizione che si risolve spontaneamente, ma che capiamo perfettamente come possa essere fastidiosa per un adulto, figuriamoci per un neonato che non ha ben in mente cosa stia succedendo. 

Quali sintomi presenta il reflusso dei neonati?

Riconoscere i sintomi del reflusso dei neonati risulta molto importante per poter non solo intervenire in caso di manifestano ma soprattutto prevenirli seguendo alcuni piccoli accorgimenti come l’utilizzo del babywearing, I sintomi sono:

  • irritabilità;
  • singhiozzo;
  • coliche intestinali;
  • irregolarità intestinale;
  • rigurgiti;
  • ruttini frequenti;
  • difficoltà a dormire. 

Il sintomo più comune è l’irritabilità, che mette maggiormente in difficoltà qualsiasi genitore del proprio bambino. Non si riesce a capire cosa possa disturbarlo e agitarlo, tanto che spesso molti genitori descrivono il proprio figlio come un “bambino difficile”, perché non comprendono che ci sia dietro un problema fisico reale. 

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Capisco benissimo come ci si possa sentire e come non sia facile capire quali siano le cause di questa irritabilità (se anche tu ti senti stanca e confusa, troverai aiuto e sostegno su Accademia mamma: tante professioniste e mamme). Risulta chiaro che un bambino con reflusso è un bimbo con dolore, e come tale sarà difficile per lui accettare novità o adattarsi facilmente ai cambiamenti. Le statistiche parlano di sei bambini su dieci sofferenti di reflusso dei neonati, che, nell’arco dei primi sei mesi di vita, avranno vomito e rigurgito come sintomi visibili. 

Reflusso silente

In caso i sintomi non siano così chiari è possibile capire se il proprio bimbo è in sofferenza dal ritorno del cibo osservandone il comportamento durante l’allattamento, e in particolare quando questo avviene tramite il seno. 

Un bambino con reflusso (visibile o silente) potrebbe apparire irritato ad attaccarsi muovendo in continuazione mani e piedi facendo smorfie come se fosse infastidito. Il suo staccarsi di colpo durante la poppata, piangendo, e rifiutarsi di attaccarsi nonostante la fame, potrebbe trarre in inganno ogni genitore, ma sono chiari sintomi che qualcosa lo sta disturbando. E pure di molto! 

Abbiamo visto che quando il cardias è ancora immaturo non è in grado di trattenere il cibo e questo potrebbe risalire l’esofago provocando il reflusso. Quando questo accade il movimento stesso del bolo alimentare porta a inglobare aria che come conseguenza sarà in eccesso a livello intestinale. In questo caso possiamo parlare di coliche intestinali, che è bene chiarire non tutti i bambini ne soffrono, e soprattutto, è una conseguenza del reflusso e non viceversa. 

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L’aria in eccesso e uno schema alimentare disturbato, porta a una alimentazione disturbata che potrebbe non essere sufficiente per una buona crescita in quanto durante la poppata, i nutrienti si disperdono. La presenza di feci verdastre e schiumose possono essere un buon campanello d’allarme come lo sono i rigurgiti che possono apparire forse i meno fastidiosi ma sempre da tenere in considerazione per una buona diagnosi. 

Il mio bambino fa tantissimi ruttini: è normale?

Un bambino allattato esclusivamente al seno non avrà bisogno normalmente di fare nessun ruttino. In caso viene emessa aria frequentemente, e a volte a distanza di ore dalla poppata, potrebbe avere ingurgitato aria o avere problemi alla digestione. 

Allattamento al seno o allattamento con biberon, ciò che conta è la posizione del neonato in particolare subito dopo la poppata. La posizione sdraiata porta immancabilmente a un ritorno del contenuto dello stomaco che risalendo brucia e provoca dolore disturbando il neonato. 

Come mi aiuta il babywearing con il reflusso dei neonati?

Da mamma

Prova pensare a un tubo di plastica riempito a metà di acqua e metà di aria, che messo in posizione orizzontale per una questione di forza dei suoi elementi interni andrebbe ad oscillare avanti e indietro. Più o meno ecco come funziona il nostro tratto esofageo, che, dopo essere stato riempito, necessita di una posizione eretta per poter funzionare al meglio e in questo caso portare il proprio bimbo in fascia, risulterebbe una ottima soluzione. 

Il primo consiglio è proprio quello di utilizzare il babywearing per gestire il bambino reflussante, in quanto la posizione eretta sarebbe perfettamente in linea con l’organismo ancora immaturo del neonato, garantendo benessere e serenità. Inoltre, il contatto pelle a pelle rafforzerebbe il rapporto con il genitore, che a sua volta avrebbe beneficio sentendosi tranquillo e non trasmettendo ulteriore ansia al proprio bimbo (ecco come scegliere la fascia porta bebè). 

Vantaggi del babywearing per neonati con reflusso:

  • posizione eretta: la fascia ti aiuta a tenere il piccino in posizione eretta, in modo tale che il ritorno dei liquidi avvenga con meno intensità e frequenza;
  • stanno meno tempo in posizione orizzontale: i neonati in questo modo proveranno sollievo;
  • senso di protezione e calore: i piccini sono costantemente infastiditi, grazie al contatto si sentiranno accolti e ne trarranno anche benefici emotivi.
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Quali legature e supporti preferire?

Ecco, qui ci vorrebbe una consulenza personalizzata, perché dipende molto da portati e portatori, ma tendenzialmente possiamo dire che le posizioni consigliate sono: burp hold, seated sideways, facing out (se ti stai approcciando al mondo del babywearing ecco il mio videocorso babywearing per tutti).

Da professionista

Se sei una consulente babywearing o una professionista sanitaria, ti consiglio di approfondire l’utilizzo del babywearing (iscriviti subito al mio nuovo corso su babywearing e reflusso per le professioniste, ancora pochi posti!) e i suoi benefici sui neonati con reflusso. Ti stupirai tu stessa dei risultati, e, soprattutto, aiuterai tanti genitori a gestire al meglio questa fase così difficile.

Tutti in fascia?

Il mondo del babywearing è un universo stupendo che permette di avere la soluzione a problemi che pensavamo essere insormontabili, e di difficile soluzione, come l’irrequietezza del nostro bimbo che pare non trovare una svolta. Per una mamma che si trova a confrontarsi a questo mondo per la prima volta non sarà facile scegliere il supporto giusto, e nemmeno la legatura da utilizzare per alleviare il disturbo che il reflusso gastrico provoca nel suo bambino, ma parlarne con le figure esperte è sempre la strada giusta da percorrere. A partire dai dubbi e dalle mille domande che immancabilmente nascono quando viene al mondo una nuova vita (contattami senza impegno). 

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