quando- torna- il- ciclo- dopo- il- parto

Hai mai fatto caso di come nelle semplici chiacchierate con amiche e conoscenti, si parli molto di gravidanza e di parto, ma raramente si affronti il discorso su cosa aspettarsi dopo? Porsi domande, come quando torna il ciclo dopo il parto è assolutamente lecito, e cercare risposte chiare è un comportamento che accomuna tutte le neo mamme.

Il ciclo dopo il parto torna quando è il momento giusto per il tuo corpo. Te lo dico subito, ma continua a leggere per capire meglio.

Nove mesi di gravidanza in cui l’organismo ha avuto una importante trasformazione, concentrandosi ad accogliere una vita (e in alcuni casi più di una), e non c’è da vergognarsi se ci si domanda cosa possa accadere nei mesi successivi al parto. Giustamente concentrate a non perdere nemmeno un secondo del nostro bambino, e a rispondere alle sue richieste e bisogni, il pensiero stesso su quando tornerà il ciclo avverrà spontaneamente, e quando saremo pronte a pensarci.

Il capoparto e gli ormoni: quando torna il ciclo dopo il parto

Innanzitutto devi sapere che il primo ciclo mestruale dopo il parto si chiama capoparto. Se vuoi sapere se sta arrivando il capoparto e hai pensato di cercare la risposta attraverso le amiche, una ricerca sul web o magari in gruppi di mamme in giro per la rete, avrai avuto modo forse di incappare anche tu in frasi “assolutiste” del tipo: “dopo 40 giorni dal parto”.

A una prima lettura potrebbe sembrarci una informazione chiara, ma in realtà non tiene presente che ognuna di noi è diversa, e ha un assetto ormonale diverso. Ecco perché parlare per tutte di 40 giorni appare una cosa non del tutto realistica. Il ritorno delle mestruazioni è un gioco tutto ormonale, che cambia anche in base ad alcune variabili tra cui l’allattamento al seno, viene da sé che ogni donna avrà tempistiche diverse. Quindi, per sapere quando torna il ciclo dopo il parto occorre partire sempre con un dipende, in quanto è tutta una questione ormonale.

Prima, durante e dopo sono gli ormoni a dare il ritmo al nostro corpo nella gestione della gravidanza e a determinare quando giungerà la prima tappa importante per il ritorno alla normalità.

Come cambia il corpo femminile durante i nove mesi?

Nel periodo della gravidanza l’organismo è concentrato sulla crescita e sullo sviluppo del feto, con la produzione degli ormoni (estrogeni e progesterone) che hanno il compito di bloccare le comunicazioni tra l’ovaio con le ghiandole ipofisi e ipotalamo, responsabili del ciclo mestruale. Gli estrogeni, e in particolare il progesterone, sono molto importanti per lo sviluppo dell’embrione che andrà ad accogliere il feto, e ne preserveranno la sua sicurezza per tutti i nove mesi. Evitando il sanguinamento e l’eventuale espulsione dell’embrione prima del tempo.

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Insieme a questi ormoni, che abbiamo già incontrato spesso, quando abbiamo affrontato argomenti riguardanti la gravidanza, troviamo anche la presenza della prolattina che ha il compito di produrre latte (scopri allatta che ti passa, il primo videocorso sull’allattamento). La sua evoluzione è particolarmente interessante, in quanto durante i nove mesi cresce nel plasma piano piano per poi raggiungere il picco nel parto. Nei mesi successivi i livelli di prolattina rimangono attivi in base alla costante stimolazione mammaria che avviene con l’allattamento al seno.

Lochiazioni e perdite post- partum

Il lavoro della prolattina e la sua stimolazione attraverso l’allattamento risponde principalmente alla domanda che ci siamo posti all’inizio sul quando torna il ciclo dopo il parto, ed è connessa anche al quando il corpo femminile, dopo il parto, potrà tornare alla normalità. Puoi notare che l’assetto ormonale appare molto variabile a seconda di caratteristiche diverse da situazione a situazione a partire dall’allattamento al seno durante il puerperio.

Prima della comparsa del primo e proprio vero ciclo mestruale dopo il parto, e a seguito dell’espulsione della placenta con il parto, l’utero ha un grande lavoro da svolgere per chiudere i vasi sanguigni, ed evitare emorragie alla neo mamma. E seppure questo argomento potrebbe apparire poco piacevole da leggere, è molto importante informarsi su come il nostro corpo andrà a cercare di tornare alla normalità, ma con un pensiero fisso: ovvero proteggere l’organismo femminile.

Per questo motivo è bene sapere che prima del capoparto si potranno avere perdite ematiche, le lochiazioni, derivanti dal duro lavoro dell’utero che cercherà in tutti i modi di pulirsi dalle impurità e dai residui della gravidanza.

Quando torna il ciclo dopo il parto se si allatta?

Il sanguinamento post parto è altresì soggettivo, arrivando a volte a tre settimane dallo stesso, tanto da confondere molto le neo mamme, che sono convinte che il ciclo mestruale sia arrivato puntuale come prima della gravidanza. In realtà, il momento del capoparto è ancora probabilmente lontano e avverrà più avanti nel tempo.

C’è da tenere conto che è in base alla produzione della prolattina a determinare la fine della amenorrea. In questa frazione di tempo, la prolattina è occupata a produrre il latte ed ha inibito qualsiasi ormone preposto al ciclo mestruale. Questo porterà le mamme che allattano esclusivamente al seno, ad avere una tempistica più lunga proporzionata in base alla durata dell’allattamento.

Come riconoscere il capoparto?

Sfatando tra l’altro i miti e le false informazioni che vogliono distinguere il ritorno del capoparto a seconda se si ha avuto un parto fisiologico da un cesareo. I sintomi come le tempistiche sono uguali e non cambiano con la tipologia di parto, ma esattamente come si presenterà il
capoparto?

Il capoparto inizialmente si presenterà con lievi e scarse perdite ematiche, perlopiù di un colore poco intenso, e si avranno alcuni sintomi che variano da donna a donna, ma che più o meno sono:

  • – tensione mammaria;
  • – dolore al basso ventre;
  • – nervosismo o umore altalenante;
  • – abbondante flusso;
  • – durata variabile tra gli 8/10 giorni;
  • – presenza di coaguli (come le lochiazioni).

Dolore mestruale dopo il parto

Parlando con molte mamme che hanno partorito da poco non è raro ricevere testimonianze differenti fra di loro sul dolore che la sindrome mestruale è in grado di provocare. Qualcuna asserisce che i dolori che si avevano prima di qualsiasi gravidanza successivamente sono
spariti, ed altre donne differentemente, hanno avuto un peggioramento degli stessi.

In realtà sappiamo solo che è tutta una questione ormonale (come ti ho detto anche più sopra), e, a seconda del nostro corpo, avremo sintomi diversi che potranno variare con il tempo. A volte intensificandosi e a volte diminuendo.

Allo stesso modo in seguito del capoparto, il ciclo mestruale potrà tardare ad arrivare regolarmente, e presentarsi prima dei canonici 28 giorni. La presenza di piccole perdite ematiche tra un ciclo e l’altro definite spotting, sono normali e non dovranno far preoccupare la
neo mamma. L’importante è avere in mente quando intervenire e consultare un medico in caso il capoparto non si presenti e si hanno sintomi molto importanti come dolore al basso ventre, addominali e febbre. Se non è presente il capoparto dopo 3 mesi dal parto e non si è portato avanti l’allattamento al seno, è indispensabile approfondire la situazione con una visita ginecologica per capirne le cause.

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