Parto in acqua: pro e contro di una nascita… liquida

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Sono sempre più le donne che desiderano far nascere il proprio bambino in maniera naturale e dolce, assecondando la naturalità della nascita. L’acqua, elemento essenziale per ogni essere vivente, è un ausilio che risponde appieno alla richiesta di una futura mamma, e sempre più un’alternativa a disposizione. Domandarsi quali siano i benefici e gli eventuali rischi è assolutamente lecito, e quale momento migliore per mettere le basi per una sana conoscenza, se non durante la gravidanza? Nelle righe successive affronteremo insieme l’argomento parto in acqua e quali siano le circostanze in cui si può ricorrere a questa pratica.

Come ogni percorso che riguarda la vita dei nostri bambini, è opportuno, prima di fare una scelta, informarsi al meglio e ponderare bene il tutto, anche alla luce delle peculiarità personali: emotive e fisiche. Insomma, non tutto va bene per tutti, e anche se l’idea romantica del parto in acqua prende piede anche sui social, sappi che ci sono regole da osservare e tante informazioni e precauzioni da prendere.

Parto in acqua pro e contro

L’acqua è l’elemento centrale del nostro vivere da cui dipendiamo per sopravvivere e in fin dei conti è la prima esperienza che incontriamo nel grembo materno. Il liquido amniotico protegge, nutre e i suoi benefici non si interrompono con l’avvenuta nascita, essi proseguono per gli anni a venire. Sarà il primo bagnetto, le bracciate in piscina o al mare, saranno i piedi a mollo in un torrente. Le stesse lacrime sono composte d’acqua e tutte noi conosciamo fin troppo bene il potere liberatorio e calmante offerto dal pianto.

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Ecco! Possiamo dire a gran voce che l’acqua è un potente analgesico naturale i cui effetti benefici possono tornarci utili in ogni momento della nostra vita, e in particolar modo in quelle situazioni che necessitano di ulteriore tranquillità, benessere.

Il parto in acqua: impara a conoscerlo

Sebbene la pratica del parto in acqua abbia avuto origine in tempi antichi, il suo effettivo utilizzo ha avuto una impennata di richieste intorno agli anni ‘80 anche a causa di parti sempre troppo medicalizzati e poco attenti alle esigenze materne, oltre che dei piccoli.

I vantaggi del parto in acqua per la futura mamma sono molteplici:

  • riduzione del dolore del travaglio in seguito alla produzione di endorfine che agendo come un antidolorifico naturale eviterà il ricorso a presidi farmacologici (ad esempio l’epidurale);
  • diminuzione dello stato d’ansia e paura del dolore apportando più ossigeno al nascituro;
  • il grado di umidità consente una respirazione migliore, profonda e regolare;
  • distensione del pavimento pelvico;
  • stato di rilassamento, benessere e leggerezza dovuta dalla gravità;
  • minore rischio di tagli vaginali ed episiotomie;
  • riduzione dei tempi del travaglio.

Inoltre, sono evidenti importanti benefici sul neonato che potrà affrontare gradualmente il passaggio dal grembo materno alla vita fuori di esso (evitando il trauma da parto del bambino, o diminuendolo). Il sistema di protezione innato nel neonato, il riflesso di apnea, bloccherà l’introduzione di acqua attivandosi successivamente a contatto con l’aria. I recettori presenti sul viso del bambino eviteranno l’annegamento permettendo di emettere il primo vagito.

Quando non è possibile partorire in acqua?

Tuttavia il parto in acqua, oltre ad avere dei vantaggi presenta in alcuni particolari casi, una serie di eccezioni che è bene prendere in considerazione. Il ricorso al parto naturale è praticabile quando la gravidanza è a basso rischio e in caso il travaglio avvenga spontaneamente. Le linee guida determinano che sia possibile partorire in acqua in una gravidanza fisiologica singola oltre la 37esima settimana e che il bimbo sia in posizione cefalica.

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Il parto naturale in acqua è controindicato nei casi che necessitano una assistenza medica più attenta tra cui:

  • parto gemellare;
  • parto prematuro;
  • sofferenza fetale;
  • anomalie della placenta;
  • posizione di piedi o natiche del bimbo (podalico);
  • perdite anomale o meconio (feci del neonato).

Come avviene il parto in acqua?

Abbiamo osservato come sia importante per avviare il parto in acqua di una gravidanza fisiologica ben oltre la 37esima settimana, e che questa abbia avuto un decorso a basso rischio. Il parto naturale può avvenire sia al momento del travaglio e del parto oppure nella fase di dilatazione e spinta attiva.

Entrando nei dettagli pratici, il parto in acqua necessita di alcune caratteristiche dell’ambiente in cui avverrà la nascita. Esse dovranno avere specifiche come:

  • un ambiente caldo con una temperatura ideale tra i 22 – 24 gradi;
  • un numero limitato di persone;
  • dispositivi per il rilevamento del battito cardiaco fetale senza fili per permettere alla mamma di muoversi liberamente.

E, ovviamente, una vasca piena d’acqua che permetta alla gestante di poter scegliere la propria posizione garantendo igiene, sicurezza e una temperatura che non superi i 37 gradi. Ulteriore caratteristica molto importante da tenere a mente nella scelta della struttura o punto nascita, sarà il ricambio continuo dell’acqua garantendo igiene per la partoriente e il nascituro (è assolutamente normale che avvengano fuoriuscite di urina, feci, sangue e liquido amniotico).

Quali sono le strutture idonee ad eseguire il parto in acqua?

Una domanda che mi viene posta sovente dalle mamme che auspicano il parto naturale in acqua, è capire quali siano le caratteristiche idonee da prendere in considerazione per una scelta consapevole della struttura. Oltre all’ambiente accogliente e alla tipologia della vasca che abbiamo osservato poco più sopra, in Italia è possibile partorire in acqua presso:

  • strutture ospedaliere e centri nascita pubbliche in cui è presente personale medico ed ostetrico specializzato. Non viene richiesto ulteriore pagamento per la tipologia di parto;
  • strutture private a pagamento con personale medico ed ostetrico specializzato;
  • tra le mura di casa con l’ausilio di una assistenza al travaglio e al parto domiciliare a pagamento e senza la possibilità di rimborso da parte della sanità pubblica o regionale.
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Scegliere di visitare la struttura che accoglierà la futura mamma e il bimbo che sta venendo al mondo, è un diritto fondamentale per ogni donna. Per non sentirti sola, spaesata pensato ad un luogo sicuro, protetto in cui potrai confrontarti con altre mamme e libere professioniste, ti aspetto in Accademia Mamma: il luogo in cui potrai entrare pure in pigiama o con i capelli sfatti esprimendo liberamente ogni tuo dubbio, incertezza sull’argomento che maggiormente ti sta a cuore. Vuoi parlare di parto in acqua? Accoglieremo ogni dubbio, perplessità affrontandole insieme. 

Scegli ma informati su più canali

Se ti piace l’idea di partorire in acqua, o qualunque sia la tua idea (scopri anche cos’è l’hypnobirthing) ancora una volta ti consiglio di approfondire sempre tutto e attraverso più fonti, pediatra e medici inclusi. No al fai da te, ma nemmeno al terrorismo psicologico: l’importante, come sempre è agire con consapevolezza e in accordo tra genitori.

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