La mastite è l’infezione della ghiandola mammaria ed è generalmente secondaria a un ingorgo.

Quando si presenta la situazione di un dotto ostruito (o ingorgo) se non viene curata per tempo poi si può sviluppare un’infezione e perciò arrivare alla mastite.


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Sintomi comuni sono febbre, un senso di spossatezza generale, come se fossimo sotto influenza, quindi stanchezza, disagio e dolore in tutto il corpo.

E’ davvero difficile distinguere solo dai sintomi se ci troviamo davanti a un ingorgo o a un inizio di mastite, per questo il mio consiglio è di rivolgervi a un professionista del settore.

Vero è che però se ci si trova nel cuore della notte a manifestare questi sintomi, non è così immediato riuscire a consultarne uno.

Ci sono diverse cose che si possono fare per cercare di bloccare la situazione senza ricorrere a un aiuto esterno.


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Attacca il tuo bimbo spesso e senza aspettare che sia lui a richiederlo.

Tirare il latte tra una poppata e l’altra finché la tensione del seno non diminuisce.

Fai degli impacchi caldo-umidi con un piccolo asciugamano o una bella doccia calda puntando il doccino sul seno interessato.

Massaggia il seno durante la poppata.

Alterna diverse posizioni di allattamento ricordando che quando allatti vengono svuotati i dotti in corrispondenza del mento del bambino, quindi se dovessi essere più dolorante e tesa nella parte più esterna del seno (verso il braccio) allora attacca il bambino a rugby.

Se dopo queste semplici azioni la febbre scompare allora si può fare a meno della terapia antibiotica.

Nel caso invece fosse necessaria la terapia antibiotica il malessere e la febbre dovrebbero sparire in due o tre giorni, ma ricordatevi di non interrompere la terapia altrimenti si rischia una ricaduta.

Una delle domande più frequenti che mi vengono poste in questo caso è il “ posso continuare ad allattare?” e la risposta è semplicemente SI, perchè non c’è nessun pericolo di contagio per il bambino e il medico avrà avuto cura di prescriverne uno compatibile.

Anzi è proprio indicato farlo perchè se il seno non si svuota, la mastite potrebbe addirittura arrivare all’ascesso.


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Spesso capita che durante la mastite il bambino faccia più fatica ad attaccarsi al seno e sembri quasi rifiutarlo, questo perchè in questo caso aumenta la quantità di sodio nel latte (cosa assolutamente non nociva) e al bambino potrebbe non piacere il sapore più salato che si presenta. Se così fosse consiglio di offrire sempre il seno, ma senza insistere troppo, ma di fondamentale importanza è continuare a svuotarlo manualmente o attraverso il tiralatte.

1 commento su “La mastite: cos’è e cosa fare per curarla”

  1. Ciao Irene! Alla mia bimba (9mesi) sono spuntati 7 denti e quando, di notte, si attacca al seno e poi si assopisce mi morde involontariamente. Questo accade spesso ed io non so come fare perché quando succede lei è sempre addormentata. Se le sfilo il seno dalla bocca a volte va bene a volte si sveglia e lo cerca, perciò ho spesso dolore. È la terza mastite che mi viene, e sto pensando seriamente che se non risolvo mi toccherà smettere di allattarla al seno e passare all’artificiale.

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