Allattare è la cosa più naturale che esista e i vantaggi sono tantissimi, sia per il bambino che per la mamma, la quale potrà rispondere ai bisogni primari del figlio quando lo richiede e soprattutto ovunque si trovi. E allora perché ancora oggi molte neo mamme sono costrette ad abbandonare nel primo mese di vita l’allattamento al seno o addirittura non hanno la possibilità di avviarlo? Le risposte a questa domanda potrebbero essere molteplici, ma prima di tutto, ciò che manca è spesso il giusto supporto con adeguate informazioni. Parliamone insieme e vediamo quando è il momento giusto per informarsi sull’allattamento. 

Dire che è sempre il momento giusto per cercare informazioni, leggere o chiedere un parere ad esperti, è il suggerimento migliore che io possa darti. Perché in questo modo riuscirai ad affrontare al meglio e con maggiore consapevolezza il tuo viaggio bellissimo conosciuto come allattamento!

Perché informarsi sull’allattamento

Come sempre, prima di parlare del quando ti parlerò del perché. Informarsi sull’allattamento non è così scontato, e ancora tante donne prendono sotto gamba l’importanza che solo una corretta informazione può dare.

Il periodo dopo il parto fino a qualche decennio fa veniva affrontato con il sostegno della rete famigliare che, per una legge mai scritta e mai sussurrata, avvolgeva la neo mamma in un caldo abbraccio. La società patriarcale che vedeva gli uomini lavorare nei campi e le donne intente a crescere figli per portare avanti la famiglia sono stati per secoli un modello di vita a cui aspirare. 

Una società che è cambiata, e che, per un motivo o per un altro, ha visto sempre più un allontanamento della rete di sostegno di cui ogni donna divenuta neo mamma, aveva avuto modo di usufruire. Non ho improvvisamente deciso di entrare in un argomento antropologico di cui forse conosco solo quello che appariva scritto nei libri di scuola. Come consulente per l’allattamento al seno (scopri come posso aiutarti con le consulenze allattamento online) ho avuto modo di sentire spesso durante conversazione con i neo genitori, affermare di non essere a conoscenza di moltissimi argomenti riguardanti il periodo post nascita. Molte mamme mi fanno presente che non hanno avuto modo di informarsi durante la gravidanza perché il loro pensiero era focalizzato in particolare sul parto (cosa succede dopo il parto?). 

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Si pensa veramente poco ad informarsi sulla gestione post nascita, allattamento incluso.

Ci penserò dopo quando avrò tempo!

Spesso il motivo per cui si decide di non informarsi sull’allattamento al seno è quello di credere che si avrà tempo, che ci sarà sempre qualcuno disponibile a rispondere ai nostri dubbi, o che non ne avremo bisogno. Abbiamo visto che un tempo si chiedeva alle mamme, nonne e alle figure più vicine come avviare l’allattamento mentre oggi le fonti sono cambiate. La tecnologia ci viene incontro e molteplici sono le risorse che si possono sfruttare per informarsi su moltissimi argomenti che riguardano la genitorialità. Questo stesso blog ne è la prova.

Quando si diventa madre, la vita cambia. Assume sfumature diverse e mai uguali che seppure possa fare paura il cambiamento questo avverrà senza che siamo noi a chiederlo. Si pensa al parto e a come questo avverrà cercando la struttura giusta con il personale medico che andrà ad occuparsi di noi. Si partecipa ai corsi preparto e accompagnamento alla nascita, che già da come vengono chiamati ci portano a pensare che si parlerà di molti argomenti e che poche ore saranno dedicate all’allattamento.

Quando però arriva il giorno in cui conosciamo il nostro bambino la paura di prenderlo in braccio sarà così tanta che il pensiero di fargli male è una sensazione che accomuna tutte le mamme. Figuriamoci posizionarlo correttamente per allattarlo al seno. 

Potrei girarci attorno con tante parole e frasi ad effetto, ma quello di cui sono sicura che il momento giusto per informarsi è quando il tempo a disposizione è tarato sulla lentezza:

  • non scandito da pisolini;
  • ruttini;
  • reflusso;
  • cambi;
  • e coccole a volontà.
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Siamo meno stanche e la concentrazione sarà più alta, ma soprattutto non ci sentiremo perennemente sotto pressione.

Informarsi sull’allattamento in gravidanza

Scegliere di informarsi durante la gravidanza quando il proprio bambino è ancora nella pancia e non è accanto a noi, limiterà l’ansia. 

Sentirsi spaesate, confuse e non concentrate dopo una nascita è una reazione legittima (anzi, se cerchi un “luogo sicuro” di confronto corri a scoprire Accademia Mamma, dove troverai tante professioniste e mamme pronte all’ascolto). Seppure la gravidanza e il parto stesso siano due momenti fisiologici naturali questo non significa che la donna debba accettare il suo nuovo ruolo di madre con facilità. Il cambiamento avverrà con il tempo e non così automatico come si pensi e purtroppo moltissime persone si sentiranno in obbligo di dare consigli poco veritieri creando di fatto un livello di ansia che potrebbe essere evitato.

Come possiamo sovrastare la confusione e scacciare tutte le voci che vogliono imporci le loro idee spesso errate?

Semplicemente con la prevenzione. Che in questo caso si chiama informazione. Per potersi informare prima dell’arrivo del proprio bebè esistono strategie e risorse di tutti i generi, che possono essere modellate sulla individualità di ognuno di noi. 

Prendiamo ad esempio la lettura di un libro ( a proposito sai che ho scritto un libro proprio sull’allattamento? Allatta che ti passa. L’alimentazione dei bambini dall’allattamento all’autosvezzamento. Sperling & Kupfer), che è un mondo talmente ricco di argomenti che trovare ciò di cui abbiamo bisogno per rispondere alle domande risulta molto facile.

Leggere un libro è un’esperienza già di per sé totalizzante e se questa è mirata alla conoscenza di un argomento come il post parto e l’avvio all’allattamento sicuro, sereno e consapevole acquista un significato ancora più grande. 

Un libro può dare le informazioni giuste e complete ma anche chiudere i tasselli laddove viene a mancare un pezzo, una sequenza o sfatare uno dei tanti miti che girano attorno all’argomento maternità.

La scelta di allattare

L’allattamento deve essere una scelta, e la qualità di una mamma non può avere come parametro l’allattamento. Potrà sembrare paradossale che sia proprio io a ricordarlo, ma il mio ruolo è quello di sostenere che le mamme siano pronte per allattare, sia che vogliano smettere di farlo. Ritengo che sia altrettanto importante che ogni donna si senta supportata e guidata nel suo percorso di allattamento da passare attraverso la comunicazione, il dialogo e l’informazione. Per questo motivo poter parlare con una persona che è competente sull’argomento e che non arriverà mai a giudicare è il mio consiglio per qualsiasi donna che sta per partorire (se hai bisogno contattami senza impegno). 

Perché le consulenze sull’allattamento sono importanti?

L’informazione può passare anche attraverso una consulente per l’allattamento che con i principi ben precisi accompagnerà la futura mamma nel suo percorso qualsiasi sia la sua scelta. Si pensa che la figura di riferimento per l’allattamento sia il pediatra, l’infermiera o l’ostetrica, ma erroneamente ed è normale cadere nella confusione sui ruoli sanitari. Troppo spesso si pensa che una struttura sanitaria, un ospedale o una clinica siano tutte uguali che si scelgono con parametri che riguardano più la distanza o particolari dettagli di un reparto. 

Diventa quindi fondamentale informarsi prima, se esiste una consulente che sia di sostegno, già a partire dalla gravidanza. Sono sempre più convinta che allattare sia una scelta e che noi donne non siamo obbligate a farlo se non lo desideriamo, ma allo stesso tempo dobbiamo essere in grado di poterla fare quella scelta. Senza essere giudicate, considerate cattive madri e poter rispondere agli altri con un bel sorriso quando provano a darci consigli non richiesti. 

E ricordati che non sei sola e che quella rete di supporto che un tempo erano le nonne, zie e parenti vari esistono ancora, anche se hanno assunto ruoli diversi, e di circondarti di persone che ti sostengono senza giudicarti, perché spesso sono più vicine di quello che pensi. 

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