Igiene neonato primi giorni: come si lava un neonato?

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La giusta igiene del neonato

È sicuro fare il bagnetto a un neonato? Prima o dopo la caduta del cordone ombelicale? I capelli possono essere lavati? La corretta igiene del neonato è una questione importante per ogni neo genitore che desidera prendersi cura del proprio bambino, sin dai primi giorni di vita.

Molte domande, perplessità e dubbi al rientro a casa dopo la nascita sono normali come la paura di sbagliare ad utilizzare prodotti non idonei ai più piccoli. Ecco alcuni consigli pratici per rendere sicuro, corretto e piacevole il momento di cura per il tuo neonato.

Come deve essere l’igiene del neonato nei primi giorni di vita

Gli scaffali dei supermercati e delle farmacie specializzate per la prima infanzia mostrano file colorate di prodotti per la cura e l’igiene del neonato. Detergenti, unguenti, spazzole e forbicine oltre che shampoo per i capelli in pratiche, comode confezioni. Occorre tutto questo per l’igiene e la cura di un neonato?

Per quanto sia attratta dalle confezioni colorate che invogliano all’acquisto consiglio di non utilizzare subito prodotti detergenti, unguenti e tanto meno le salviettine umidificate.

La pelle di un neonato seppur delicata è formata da uno strato di grasso che lo protegge tenendo al sicuro il nostro piccolo dagli agenti esterni

Ci vorrà tempo per adeguarsi alla vita fuori dall’utero materno che fin da subito la pelle apparirà differente da ciò che abbiamo immaginato, sognato nei nove mesi di attesa.

Alla nascita potrà apparire normale una desquamazione in alcune parti del corpo e sulla testa (crosta lattea), ritardare la crescita dei capelli o presentare una chioma folta, ricoprirsi di una sottile peluria (lanugine).

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Qualsiasi colore, macchia, secrezione manifestate nelle prime due settimane di vita sono considerate normali (acne neonatale ed allattamento) . Differentemente se il loro mostrarsi apparirà successivamente è bene informare il medico pediatra che avrà modo di rispondere con accurate indagini.

Come dobbiamo comportarci nella quotidianità? È sufficiente concentrarsi sui cambi di pannolini sporchi e degli eventuali residui sul corpo con abbondante acqua tiepida e un morbido asciugamano. Procedere successivamente con tante coccole, dolci massaggi e il contatto pelle a pelle con il corpo di mamma e di papà (il babywearing può essere un ottimo alleato).

La cura del cordone ombelicale: igiene neonato sin dai primi giorni

La prima pratica per una corretta cura dell’ombelico di un neonato consiste in un accurato lavaggio delle mani dell’adulto che si occuperà della medicazione del moncone ombelicale. Acqua e sapone eviteranno il proliferare dei germi che possono essere la causa di infezioni per il nostro bambino.

Il cordone ombelicale che per i nove mesi di gravidanza è stato un vitale collegamento per il feto e il corpo della mamma andrà a perdere la sua funzione principale con il parto (cosa succede dopo?).

Alla nascita il cordone, reciso dagli operatori sanitari, avrà l’aspetto di un tubicino di pelle lungo 3 – 5 cm, il quale andrà a seccarsi cadendo spontaneamente. Un processo denominato mummificazione che necessita di tempo variabile tra i 7 – 14 giorni per considerarsi completo. Caduto il cordone andrà a formarsi una piccola fossetta che conosciamo con il termine di ombelico.

Prendersi cura del moncone ombelicale sarà molto importante partendo dal considerare il lembo di pelle a tutti gli effetti come una ferita. Per tale motivo è utile ascoltare il proprio medico pediatra che saprà consigliare il meglio per il nostro bambino lasciando da parte amici, colleghe o semplici conoscenti.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce per una corretta medicazione di non avvalersi di nessun unguento, disinfettante rimandando il momento del bagnetto successivamente alla caduta.

Inoltre, è bene assicurarsi ad ogni cambio di pannolino che il cordone ombelicale e l’area circostante non siano venuti a contatto con urina e feci.

4 suggerimenti per una corretta igiene quotidiana dell’ombelico:

  1. lavare le mani con acqua e sapone neutro prima di toccare il cordone;
  2. lavare il neonato evitando l’immersione nell’acqua preferendo spugnature o acqua corrente;
  3. medicare il cordone con una garza sterile asciutta senza applicare unguenti, sostanza disinfettanti;
  4. evitare di coprire il moncone con il pannolino (piegare verso il basso la parte superiore anteriore o tenerlo meno stretto), garze, cerotti vestendo il neonato con indumenti morbidi e ampi.

A differenza di un tempo, in cui veniva consigliato di medicare il moncone con acqua ossigenata a 12 volumi o unguenti specifici è emerso, negli ultimi decenni, come una corretta igiene appaia più che sufficiente.

Quando chiamare il pediatra?

Ricerche scientifiche hanno evidenziato un’accelerazione nel processo di mummificazione con la presenza del cordone in condizioni asciutte, senza umidità e a contatto con l’aria.

Cosa dico sempre nei miei articoli ? È bene interpellare il proprio pediatra di fronte ai primi dubbi e perplessità, in particolare modo quando sono presenti:

  • evidenti arrossamenti della pelle;
  • fuoriuscita di sangue o secrezioni di liquido verdognolo;
  • rigonfiamento dell’ombelico causato da un eccessivo sforzo (pianto, tosse).

Una volta che il moncone ombelicale è caduto e l’ombelico appare pulito, cicatrizzato è possibile dare il via al momento tanto atteso del bagnetto.

Il primo bagnetto non si scorda mai

Il primo bagnetto è un momento atteso con emozione da tutti i genitori ma allo stesso tempo il più temuto. La paura di fare male al proprio bambino, di non capire come muoverlo o che non gradisca il contatto con l’acqua, sono timori legittimi per qualsiasi genitore.

Tuttavia se la situazione causa agitazione, preoccupazioni e non ci si sente sicuri è bene rimandare a giornate più tranquille e serene (il buon genitore esiste davvero?).

Differentemente a ciò che si è sempre pensato i neonati non hanno bisogno di essere lavati e puliti ogni giorno, tanto meno profumare di buono.

È importante eliminare il pannolino sporco, i residui di urina o feci che portano fastidiosi arrossamenti irritanti al sederino e il latte secco che si deposita nelle pieghe del collo. Non occorre nient’altro che abbondante acqua calda al momento del bisogno soffermandosi a una pulizia esterna.

Gli orifizi dei neonati sono formati da una sostanza specifica (muco) con lo scopo di espellere naturalmente lo sporco. Un accanimento porterebbe all’effetto opposto introducendo l’eventuale sporcizia invece che fuoriuscire.

Per tale motivo meglio abolire i bastoncini di cotone per le orecchie, le pieghe degli asciugamani per il nasino e il borotalco per il corpo nemico per la traspirazione della pelle.

Prima di procedere con alcuni suggerimenti per un bagnetto rilassante è bene organizzarsi con tutto l’occorrente a portata di mano. In particolar modo se sarete soli nell’accudimento del piccolo  creare un ambiente sicuro e comodo per facilitare il benessere per entrambi (equilibrio in famiglia: 6 consigli per fare squadra).

Vediamo insieme cosa occorre per il bagnetto per un neonato:

  • l’acqua per il bagnetto misurata con appositi termometri o

con la prova del gomito dovrà raggiungere la temperatura di 37° gradi;

  • è bene iniziare a riempire la vaschetta prima con acqua fredda e poi con acqua calda per un ottimale raggiungimento della temperatura;
  • l’ambiente dovrà avere una temperatura di circa 25° gradi in modo tale che non vi siano sbalzi termici;
  • il neonato sarà tenuto dall’adulto in posizione seduta o semisdraiata con la testa appoggiata all’incavo dell’avambraccio;
  • il lavaggio dovrà partire dalla testa passando per il viso, orecchie e scendendo verso le gambine passando per i genitali.
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È opportuno, per le femminucce, procedere con un primo lavaggio anteriore procedendo con una detersione del sederino onde evitare una contaminazione con le feci. E per i neonatini maschi è bene porre attenzione al pisellino la cui cura quotidiana mette in difficoltà molte mamme (pisellino chiuso nei bambini: non toccare!).

Abbiamo osservato che oltre all’acqua calda, un ambiente idonee ad accogliere il piccolo e un morbido asciugamano non necessita nient’altro. Se si vuole aggiungere detergente in acqua è possibile un paio di cucchiai di amido di mais o amido di riso. Prodotti naturali adatti alla pelle dei più piccoli molto utili nelle giornate di caldo intenso per rinfrescare il corpo e non permettere l’insorgenza della fastidiosa sudamina.

E i capelli? Se il tuo piccolo è dotato di una folta capigliatura puoi diluire in acqua una piccola quantità di shampoo delicato che non contenga profumo oppure una saponetta con calendula da frizionare sulle mani prima di procedere. In entrambi i casi è necessario un risciacquo con abbondante acqua che può risultare fastidiosa al nostro bebè oltre che finire negli occhi.

Come asciugare il neonato dopo il bagnetto

Abbiamo osservato la delicatezza della pelle in un neonato che, finito il bagnetto, avrà bisogno di essere asciugato tamponando il corpo. È necessario utilizzare un asciugamano morbido ponendo particolare attenzione alle pieghette dove può ristagnare l’acqua causando irritazioni e fastidiosi arrossamenti.

Evitare l’asciugatura dei capelli con phon preferendo l’utilizzo dell’asciugamano tamponando delicatamente e senza sfregare.

E se non gli piace?

Può capitare che un neonato apprezzi poco il contatto con l’acqua e i motivi possono essere molteplici da risultare impossibile trovarne la causa. Agitarsi piangendo sono comportamenti normali che esprimono un disagio da accogliere con cura,  senza insistere ulteriormente.

Arriverà il giorno in cui farete fatica a far uscire il vostro bambino dall’acqua sorridendo ripensando ai primi bagnetti. Se vuoi approfondire questa tematica ed altre inerenti la maternità, corri a scoprire tutto il valore di Accademia Mamma. Troverai un luogo sicuro di confronto e informazioni sempre aggiornate da parte di molti professionisti.

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