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La maternità è un viaggio, e soprattutto con la prima gravidanza, non hai idea di dove questo viaggio ti porterà. Diventare mamme è travolgente, meraviglioso, a tratti anche totalizzante. Sono quelle emozioni continue che ti percuotono sin dai primi momenti in cui acquisisci consapevolezza di quello che sta accadendo nella tua vita.

La nascita di mio figlio mi ha letteralmente scaraventata in una nuova vita. Si, ho detto scaraventata perché è stata davvero quella la sensazione. Un prima, e un dopo. Quando poi i bambini crescono anche l’equilibrio cambia, ed è una scoperta e ricchezza infinita. Ma dietro ogni attimo si cela anche tanta fatica, preoccupazioni, in un certo senso anche “sparizioni”. È a quel punto che capisci di dover lasciar andare qualcosa, un qualcosa non uguale per tutte, non con le stesse tempistiche, qualcosa che ti ricordi di pensare anche a te. Continua a leggere per sapere cosa lasciar andare.

Diventare mamme e… sparire

È un attimo e si sparisce. Siamo così “naturalmente” e culturalmente portate ad incanalarci in questo ruolo così importante, che spesso dimentichiamo una persona: noi stesse.

Dalla semplice igiene personale (la famosa doccia delle neomamme tra un allattamento e l’altro), alle serate con gli amici o i compagni, dallo scegliere di leggere o di non fare niente e sdraiarsi sul divano. E non conta quanti aiuti tu abbia, perché l’ho visto con i miei occhi, tanto che quando sei nella modalità “mammitudine totale” ti senti in colpa anche a chiedere o cercare aiuto.

Ci sono cose che ti travolgono più di quanto te lo aspetti, anche quando aspetti. Ho avuto tutta la gravidanza per fantasticare, pensare, “pianificare” (ora sorrido alla sola idea), e poi sono stata catapultata completamente altrove. Diventare mamme è infatti un’avventura sempre diversa, e anche tu sarai sempre diversa. Due figli due viaggi diversi, due parti, due gravidanze, ma sempre la stessa voglia di immergersi in loro.

5 Cose da lasciar andare quando diventi mamma

1 I pregiudizi

Se sei qui sai quanto si è parlato di pregiudizi di ogni genere: sull’allattamento o come smettere di allattare la notte, sulla gravidanza, sui bambini stessi e i loro presunti vizi e capricci, su “mia cugina dice che…”, su “il latte diventa acqua”… Chiaro, no?

Cerca quindi di:

  • ascoltare il tuo corpo;
  • per dubbi occorre far riferimento a medici o professionisti (corri a scoprire le consulenze sull’allattamento);
  • scegli i tuoi e i vostri tempi per tutto (occhi alle indicazioni dell’OMS sullo svezzamento o autosvezzamento, che deve avvenire dopo il 6° mese compiuto).
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Insomma, focalizzati sul vostro cammino insieme, senza voler ricalcare (perché non vi è ragione) quello degli altri. Questa cosa ti libererà molto dallo stress di voler sempre accontentare le aspettative altrui. Qui non ci sono aspettative che tengano, nemmeno le tue. Non c’è linearità nell’essere madri, ci sono delle scelte da fare e un tipo di genitorialità che scegli di abbracciare giorno per giorno.

2 Le cose non essenziali

Cos’è l’essenziale per te adesso? Di certo la cura del tuo piccolo non ho dubbi, solo che parallelamente devi pensare anche alla tua di serenità Perché la verità è che solo così potrai trasmettergliela, vivendo al meglio tutte le difficoltà che l’essere mamma inevitabilmente ti presenta. Elimina e lascia andare il superfluo. Se la casa non risplende come vorresti, perché il tuo duenne è una tempesta di no, arrampicate mondiali, e cibo in ogni dove, è inutile perder la testa. È una fase e passerà.

La verità è che questa frase mi ha sempre fatto impazzire, perché se la vogliamo dire tutta: sono tutte fasi, e poi passano è vero. Ma quando ci sei dentro ci sei tu, e se non vedi la luce è dura, lo so.

Ricorda proprio in questi momenti così difficili che non sei sola (a proposito in Accademia Mamma trovi tante mamme che stanno vivendo quello che vivi tu, più tante professioniste preparate pronte a darti consigli pratici) e che tutte nel diventare mamme abbiamo attraversato questo continuo “è una fase”. Poi ne arriveranno altre, ma questa è un’altra storia, che se vuoi ti racconterò prossimamente.

“l’essenziale è invisibile agli occhi” (Il piccolo principe).

Ma per noi mamme è visibile, forse lontano, ma visibile.

Io, ad esempio, dopo Lorenzo ho avuto un po’ di baby blues, ero felicissima ma allo stesso tempo mi sembrava di vivere con della nebbia che offuscava quelle sensazioni. In tutto quel tempo sapevo esattamente cosa stava accadendo: non mi vedevo più. Poi finalmente la nebbia si è schiarita e sono riuscita a godere dell’amore che avevo intorno.

Ad ognuna la sua storia, ovviamente, quello che conta è pensare alle piccole cose davvero importanti “quelle che servono davvero”. Questi anni di Covid ci hanno lasciato una sensazione di pesantezza ulteriore, quindi è bene centrarsi sulle cose “vere”.

3 I sensi di colpa

I sensi di colpa delle mamme sono infiniti, si nascondono fitti fitti nella mente, per venir fuori proprio mentre non te lo aspetti. Come nei film horror quando il colpevole sembra morto e poi di colpo uccide tutti i protagonisti (ok scusa la metafora macabra, ma credo renda l’idea di quanto siano subdoli questi sensi di colpa).

Facciamo di tutto e di più, poi alla fine ci areniamo su quell’unica cosa che avremmo voluto fare meglio, fare diversamente o non fare affatto. La perfezione non esiste scontato anche solo dirlo ormai, e la cosa bella che devi pensare è che i bambini non ci vogliono perfette, ma vere, appassionate e innamorate di loro come siamo!

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4 La lotta tra mamme

Una delle cose che ho sempre evitato come la peste, sono gli scontri assurdi tra mamme ( e ahimè ne conosco “dittatrici seriali di mammitudine”, io le chiamo così). Colei che non consiglia solamente, colei che detiene la verità assoluta e dice che:

  • devi allattare al seno sennò sei pessima; no devi dare il biberon sennò lo vizi;
  • la fascia è l’unico modo; il babywearing non serve a niente;
  • mamma casalinga tutta la vita; no la mamma che lavora è meglio.

Insomma non mi addentro oltre che ho già l’orticaria, ma sta guerra insensata lasciala fuori dalla tua vita. Circondati di gentilezza, consigli ben accetti ma misurati (non imposizioni, ecco! Salvo indicazioni e implicazioni mediche o fisiche dei piccini ovviamente!), competenza quando ti rivolgi a dei professionisti.

5 I modelli di vita

Lascia andare i modelli di vita perfetti, perché perfetti non sono. la vita è complicata, le situazioni anche, le famiglie ancora di più, non rincorrere quello che vedi attraverso lo schermo perché è solo quello che scegliamo di far vedere: non è la vita, ma parte (edulcorata e infiocchettata in storie da caricare o post da pubblicare).

Scegli tu i modelli quelli che conosci davvero, magari tua nonna o la tua mamma, la tua amica così in gamba, e ispirati, senza mai dimenticare che ogni storia è diversa, e soprattutto, non è la tua storia. Non è quella che stai scrivendo tu con i tuoi piccini!

Diventare mamme cosa significa?

Penso che se lo chiedessi ad ognuna di voi, mi rispondereste tutte cose differenti, tutte valide, tutte vere, frutto della vostra e nostra esperienza. Il viaggio è esso stesso la felicità (semicit.), quindi goditelo il più possibile.

Sei una buona madre anche se:

  • fai la cena o l’aperitivo con le amiche;
  • stasera non hai voglia di cucinare;
  • vai dalla parrucchiera;
  • hai la pila dei piatti nel lavandino;
  • la riunione di lavoro ti ha trattenuta più del previsto;
  • ti vuoi truccare e vestire bene;
  • hai dimenticato lo zaino di tuo figlio a casa.
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E tutta quella serie di cose che tu stessa o qualcun altro ritiene “poco valide”, e infatti, concludo dicendoti circondati anche di persone che condividano le tue scelte, ti appoggino e comunque vada ti sosterranno sempre.

Che ne pensi? A che punto di mammitudine sei?

Grazie per aver letto fin qui!

Marika

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