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Nel corso della gravidanza e in particolare negli ultimi mesi prima della nascita, non è raro che amiche, conoscenti abbiano da che raccontarti le loro esperienze sul parto. Fiumi di parole, turbinii incessanti di frasi sconnesse e qualche strafalcione per rendere il momento più scenografico di quello che sarebbe stato in realtà. È normale questa voglia di condividere la propria esperienza, che è stata talmente forte che spesso ti viene naturale parlarne a chiunque. Forse lo farai anche tu una volta tornata a casa, e sarà veramente bello poterlo fare. Ma cosa succede dopo il parto? Ogni storia è diversa, ma tendenzialmente ti voglio dare un’idea anche di questo.

Effettivamente la gravidanza è il momento migliore per mettere le basi per informarsi, e per schiarirti le idee sulle mille domande che immancabilmente ti porrai sul parto, post partum e allattamento al seno. Quello che però ti consiglio è, prima di tutto, di non impazzire dietro ai “mi hanno detto che”, piuttosto ascolta i professionisti e anche te stessa. Ognuno è fatto a modo suo, e non c’è un unico modo di agire o un’unica storia da raccontare.

Cosa succede dopo il parto se ti affidi a professionisti

Per capire cosa succede dopo il parto occorre anche soffermarsi sulle figure professionali a cui ti affidi e alla struttura che sceglierai. A partire dal punto nascita, che dovrà avere una serie di caratteristiche che ti consentiranno di vivere il momento più importante con uno stato emotivo positivo e sereno. Per questo altro consiglio è quello di parlarne con la tua ostetrica, la doula e a tutte
le figure assistenziali che incontrerai sul tuo cammino, ma soprattutto, di visitare (laddove sia possibile) la struttura che ti accoglierà.

Potrai così informarti sulla sicurezza e se questa è in grado di soddisfare una serie di aspetti importanti come ad esempio l’utilizzo dell’epidurale, il taglio ritardato del cordone ombelicale, o la possibilità di poter avere un primo contatto pelle a pelle con il tuo
bambino. Non sentirti in colpa se avrai domande da fare e dubbi da districare, ma soprattutto se pensi che ciò che è adatto agli altri, non lo possa essere per te.

Il dottor Odent alcuni anni fa. diceva che “Non si potrà mai cambiare la società se non si cambia il modo di far nascere i propri figli” e in questa frase mi ritrovo in tutto per tutto, sia come mamma che come consulente per l’allattamento ( scopri Parti Bene, il mio corso per avviare l’allattamento).

Assistenza alle mamme in attesa

In Italia si parla tantissimo di assistenza alle mamme in attesa, ma pochissimo di avvio all’allattamento al momento del parto. Nei corsi di accompagnamento alla nascita, un paio di ore sono dedicate all’allattamento, ma a mio parere non è sufficiente per prepararsi al meglio. Così succede spesso che dopo il parto le mamme siano ancora molto confuse in merito all’allattamento al seno, e sappiamo bene quanto sia delicato il periodo dei 3 mesi dopo il parto: quarto trimestre mancante di gravidanza. Seguire un corso dedicato
esclusivamente all’allattamento al seno, è un valore aggiunto da non sottostimare ma allo stesso modo, scegliere la struttura giusta che abbia dei requisiti ben chiari su questo argomento, è altrettanto importante (sul corso di allattamento ti aiuto io con Allatta che ti passa).

Per fortuna qualcosa sta lentamente cambiando ma c’è ancora molto da fare, da cambiare e dimostrare quanto siano importanti gli attimi immediati dopo la nascita. La gravidanza ricordiamolo, non è una malattia, ma uno stato di benessere e il parto è un evento fisiologico naturale che spesso viene ostacolato da protocolli ospedalieri rigidi, asettici e impersonali.

Prima di essere una consulente per l’allattamento e il babywearing, sono mamma di tre splendide bambine e questo mi ha permesso di conoscere da vicino le sensazioni, le emozioni che ogni donna si ritrova a vivere al momento del parto.

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Hai diritto di scegliere il tuo parto

Esperienze personali che mi hanno fatto capire come culturalmente sia troppo radicata l’idea che una donna non possa partorire in maniera naturale e avere modo di seguire il proprio istinto per l’avvio dell’allattamento. Ma devi sapere che, davanti ovviamente ad un parto naturale e fisiologico, hai diritto di scegliere che tipo di esperienza desideri vivere.

Cosa poter fare a questo punto? Essere artefici del proprio parto avendo modo di optare per un punto nascita che si avvicina maggiormente alle tue richieste, e che permetta di darti la possibilità di creare un primo indissolubile legame con il tuo
bimbo.

Importantissime le due ore successive al parto e la possibilità di poter avere un contatto pelle a pelle con il proprio bambino

Gli anglosassoni utilizzano una espressione ancora più completa, uninterrupted skin to skin, il cui significato è un invito a non intervenire disturbando l’attimo di riscoperta tra mamma e la propria creatura. In fin dei conti un bambino appena nato non è in grado di comunicare verbalmente i propri bisogni e fino al momento in cui è stato nella pancia della madre, ha avuto modo di approcciarsi all’esterno
tramite le emozioni e le sensazioni.

Trovarsi improvvisamente in un ambiente freddo con rumori amplificati e non riconoscibili può essere alquanto traumatico
per un adulto, figuriamoci per una creatura appena venuta al mondo (scopri di più sul trauma da parto del bambino e di cosa si tratta).
Ogni neonato ha bisogno del contatto con la propria madre fin dal primo istante e ogni mamma ha bisogno di sentire ancora suo il proprio bambino. Sappiamo che un bambino appena nato è in grado di strisciare, arrampicarsi fino al seno (il cosiddetto breast crawl) e attaccarsi ad esso per succhiare autonomamente.

Una pratica naturale che si discosta dall’attaccamento rigido dell’allattamento che segue orari e tempi dettati da un orologio, ma che mettono in secondo piano, l’istinto naturale di ogni bambino.

Vantaggi del pelle a pelle dopo il parto

Cosa succede dopo il parto col pelle a pelle? In sostanza si hanno molteplici vantaggi, sia per il bambino che per la mamma:

  • – è in grado di regolarizzare la frequenza cardiaca;
  • – stabilizzare la temperatura corporea;
  • – avviare serenamente l’allattamento;
  • – stimola la produzione di ossitocina favorendo l’espulsione della placenta;
  • – riduce il rischio di emorragia;
  • – riduce il dolore laddove è richiesto un intervento di sutura con punti e l’utilizzo di aghi nei prelievi di sangue.

Il contatto pelle a pelle dovrebbe essere praticato non appena il neonato esce dal canale del parto, quando non ci sono controindicazioni mediche di salute, e protrarsi per le due ore successive. È un diritto di tutte le mamme e di tutti i bambini, e se per qualunque motivo non è possibile poterlo fare, si potrà recuperare il contatto nei giorni e nelle settimane successive.

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Ogni parto è diverso

Ogni gravidanza e ogni parto è una storia a sé con mille sfumature sempre diverse. Non bisogna farsi prendere dallo sconforto se il parto non è andato come si voleva andasse e se è stato necessario ricorrere a un parto cesareo o il proprio neonato è venuto al mondo prematuro.

In un caso o nell’altro, i benefici del contatto pelle a pelle superano qualsiasi difficoltà e qualsiasi ostacolo non solo per il bambino che potrà trarne ogni bene, ma anche per la mamma e pure per i papà, che sapranno sostituirsi in questo caso offrendo il proprio corpo per
consolidare quel legame iniziato nei nove mesi precedenti.

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