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L’alimentazione resta sempre un punto focale nel corso della maternità: “non mangia, mangia poco, forse è troppo, pappine o no?” I dubbi sono molti, soprattutto quando si è al primo figlio. Insomma, prima o poi ci passano tutte dal chiedersi come iniziare lo svezzamento?

Ogni pediatra, ed ogni genitore ti dirà la sua, perché ognuno trova la strada che ritiene migliore per iniziare il percorso verso l’alimentazione solida. Accade però che troppo spesso non si faccia i conti con quelle che sono le reali esigenze del bambino, esigenze specifiche che variano da bimbo a bimbo. Ecco perché ci sarà chi accoglierà con piacere il passaggio al cibo solido, chi invece “non mi mangia” perché probabilmente, ha solo bisogno di tempo.

Tre C per iniziare lo svezzamento

1 Calma

Lo svezzamento si inizia perché durante la gravidanza il bambino comincia ad accumulare riserve di ferro, le quali intorno al 6 mese di vita cominciano a ridursi. Non il ferro disponibile, ma quello di scorta, quindi non bisogna allarmarsi o avere fretta nello svezzamento, occorre rispettare i tempi del tuo bambino.

Mantieni la calma, semplicemente una volta che il bambino ha acquisito i requisiti per iniziare (conosci il riflesso di estrusione?) allora si può iniziare a proporre assaggi di ciò che mangiamo noi, ricordandoci sempre che, la miglior fonte di ferro, sono i legumi e non la carne.

2 Complementare

Si chiama alimentazione complementare perché questo processo è graduale e rispettoso del bambino che fino al giorno prima si nutriva esclusivamente di latte (materno o artificiale le linee guida con cambiano). 

Fino ai 12 mesi il bambino dovrebbe nutrirsi per l’80% di latte materno e del 20% di cibo solido, fino ad arrivare ai 2 anni compiuti in cui si ritiene concluso lo svezzamento e la percentuale si inverte completamente, quindi si nutrirà per l’80% di cibo solido e 20% di latte.

3 Controllo

È importante il controllo di alcuni fattori che ci aiutano a capire che il nostro bambino è effettivamente pronto, o meno, a questo passaggio così importante. Infatti, anche se lOMS indica come periodo il sesto mese compiuto, non è detto che per tutti i bambini valga esattamente questo momento (magari sarà pronto più in là).

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il bambino prima dello svezzamento dovrebbe:

  • avere un buon controllo del tronco e della testa (sta seduto da solo)

Questo è molto importante in quanto aiuta il bambino a gestire meglio il cibo solido ed è fondamentale per evitare situazioni di soffocamento.

Per capire se effettivamente questo riflesso si è estinto possiamo avvicinare un cucchiaino (anche vuoto) alla bocca del nostro bambino toccandone le labbra, se a questo punto il bimbo porta in fuori la lingua quasi sfregandola sul palato allora il riflesso è ancora presente.

  • manifestare la curiosità verso il cibo

La curiosità verso il cibo è un fattore altrettanto importante, è un indicatore del fatto che il nostro bambino sia pronto a svezzarsi.

Come iniziare lo svezzamento a prova di bambino?

Per iniziare un vero svezzamento a prova di bambino (corri a scoprire il mio corso online sullo svezzamento), il mio consiglio, una volta consolidate le tre C, è quello di non badare troppo a schede e tabelle, ma basarsi sull’osservazione e la conoscenza di tuo figlio.

Ogni bambino avverte meglio di noi quando è il momento, le forzature, le pappette somministrate a tradimento, mentre guarda la tv o col cellulare non sono una buona abitudine e soprattutto, non aiutano i bambini ad avere la percezione di quello che stanno facendo.

Il mio, come sempre, è un pensiero scevro da giudizi, è invece un punto di vista professionale, da infermiera ma anche da mamma.

Per iniziare bene lo svezzamento inizia a:

  • scegliere un’alimentazione sana per tutta la famiglia: l’abitudine a mangiar bene è già parte di un grande insegnamento
  • prediligi cotture semplici e variegate: la cottura a vapore, ad esempio, è molto indicata per i primi periodi perché più delicata, ma va benissimo anche variare sin da subito con altri tipi di cotture (al forno, in padella ecc.)
  • scegli frutta e verdura fresca e di stagione (anche se ti senti più da svezzamento tradizionale potresti preparare in casa gli omogenizzati, in poco tempo);
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  • limita l’utilizzo del sale: cosa buona e giusta per tutti in famiglia;

abbonda con i legumi

  • varia con i cereali (quinoa, miglio ecc.)
  • non togliere la poppata (ricorda che si parla di alimentazione complementare, il latte resta l’alimento principale, ecco come gestire svezzamento e allattamento)

Non dimenticare la sicurezza:

Se scegli gli assaggini, e poi di procedere con l’autosvezzamento, ricorda che i cibi vanno proposti in un certo modo (mai rondelle, ecc.), quindi informati prima di un fai da te improvvisato (se hai bisogno contattami).

Inoltre ti consiglio di seguire un corso di disostruzione pediatrica, ce ne sono alcuni anche gratuiti, che sono sempre molto importanti.

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