Quando vuoi diventare mamma, ma la gravidanza non arriva al termine | BabyLoss 2019

Nell’immaginario comune quando una coppia decide di avere dei figli la gravidanza è una conseguenza immediata.

Più vado avanti negli anni più mi rendo conto quanto di poco immediato ci sia nella procreazione e nel concepimento, quante coppie lottano da anni per poter diventare genitori, e io, che mamma lo sono diventata quasi per caso, non posso che soffermarmi e riflettere profondamente davanti a queste situazioni.

Oggi ho deciso di condividere con voi l’esperienza di una mamma speciale, una mamma che ha lottato e ce l’ha fatta. 

L’esperienza di Beatrice (nome fittizio) vuole essere un faro di speranza per tutte quelle mamme che ci stanno provando ma che ancora non stringono tra le loro braccia un bambino, vuole essere un modo per far capire a chi c’è passato che non siete sole e infine vuole essere un input, non critico ma propositivo, agli operatori sanitari per dare il meglio anche davanti a casi così complessi e delicati.

Recensione LIMAS PLUS | Half Buckle

L’Half Buckle è un ibrido tra un mei tai e un marsupio. Un prodotto ergonomico e di recente fabbricazione, ma che da quando ho provato per la prima volta mi ha fatto apprezzare finalmente anche gli strutturati, cosa che prima onestamente non facevo. Per me il babywearing è sempre, e solo, stato concepito come l’uso della fascia.

Proprio per questo mio “rifiuto” ad utilizzare degli strumenti più strutturati ho deciso di volerne provare il più possibile e capire veramente quali pro possono avere.

INGORGO AL SENO: Come riconoscerlo e come curarlo

Per ingorgo mammario si intende un sovraccarico di latte nei dotti galattofori senza possibilità di fuoriuscita.

Uno dei momenti più comuni in cui si può presentare un ingorgo è con l’arrivo della montata lattea oppure con il rientro al lavoro.

Sapere riconoscere un ingorgo è molto importante per una mamma, perchè se non curato a dovere può portare in poco tempo a mastite.

Cosa fare quando cerchi un figlio ma non arriva

Al giorno d’oggi, a differenza di qualche anno fa, un figlio lo si programma.

Si aspetta di avere un lavoro stabile, una bella casa, di aver reso solida la coppia e di aver fatto qualche viaggio in una località esotica.

Si aspetta e poi quando si inizia a provare a volte un figlio non arriva. Si riprova, e non arriva ancora.

Oggi ho chiesto ad Alessia (che trovate a www.latuaostetrica.it) di parlarci di cosa è l’infertilità e di cosa fare nel primo anno in cui si prova ad avere un figlio e non ci si riesce.

Insieme ad Alessia, ci porta la sua testimonianza Cinzia, una ragazza splendida che ormai è diversi anni che, insieme a suo marito, sta cercando di allargare la sua famiglia.

QUALE ACQUA SCEGLIERE PER I NEONATI?

Avendo vissuto in Inghilterra per quasi due anni, mi sono confrontata con un popolo che l’acqua in bottiglia non sa praticamente cosa sia e lavorando attualmente in territorio svizzero come infermiera pediatrica a domicilio mi sono trovata in diverse occasioni a parlare con i genitori e con le mie colleghe di diluizione del latte artificiale.

Dopo questi confronti quello che ho capito è che l’acqua minerale in bottiglia non è assolutamente necessaria per diluire il latte artificiale.

Lutto perinatale: rompiamo il silenzio!

Conosci qualcuno che ha perso un bambino in gravidanza? Io si purtroppo…

La prima volta che ho sentito parlare di lutto perinatale ero una studentessa in tirocinio nel reparto di ostetricia. Quella mattina una mamma aveva perso il suo bimbo a 15 settimane di gestazione.

Ricordo perfettamente il suo sguardo straziato, gli occhi pieni di lacrime e il cuore spezzato che le batteva nel petto.

Ricordo il mio senso d’impotenza, il mio non riuscire a guardarla negli occhi, il mio desiderio di abbracciarla e piangere con lei.

Ragadi al seno: Come prevenirle e come curarle

Nel mio percorso professionale ho incontrato tante mamme che a inizio allattamento ha avuto delle ragadi, più o meno profonde, e devo dire che questa è stata anche una delle problematiche che ho dovuto affrontare io in prima persona. Nonostante la mia conoscenza, la mia professione e la mia informazione è stato inevitabile, però quello che posso dirvi è che se si sa esattamente cosa fare allora le si affronta molto più serenamente arrivando a una guarigione molto più veloce.

I bambini ricevono troppi NO

Prima di avere Lydia sono sempre stata convinta che i bambini dovessero essere educati severamente e che bisognasse farsi rispettare.

Bé non potevo andare più lontana da quello che sarebbe stato.

Quello di cui mi sono resa conto nel mio cammino come mamma è che spesso facciamo confusione tra educazione e imposizione, confondiamo bambini che obbediscono come soldatini ai genitori con bambini educati.

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