babywearing-febbre

Il mio ruolo di consulente per l’allattamento e il babywearing, mi mette di fronte a molteplici realtà, dove ognuna è una storia a sé da ascoltare e da comprendere. Piccoli scrigni che una volta aperti riescono a mostrarmi mondi diversi e pezzi di vita molto differenti fra di loro, ma con un unico filo conduttore: voler sempre il meglio per la propria creatura. Io stessa, come mamma prima, e poi come consulente, mi pongo mille domande, e non per tutte c’è sempre la risposta pronta. Ma quando mi chiedi se puoi praticare il babywearing se il bambino ha la febbre la risposta è si, sarebbe anzi auspicabile.

Ognuna di noi ha le proprie paure, le proprie ansie e le proprie perplessità e seppure in maniera diversa (per fortuna altrimenti che noia questo mondo se fosse tutto uguale) ha bisogno di essere supportata. Tuttavia, esiste un argomento che ha la capacità di metterci tutti sullo stesso piano, senza nessuna distinzione: la febbre nel neonato e nel bambino. È da sempre un argomento che riesce a confondere e a far barcollare il più solido dei genitori perché ha in sé quella valenza negativa portata avanti dal credere popolare che ha origini antichissime.

Perché il babywearing con la febbre è un alleato?

La scienza e la medicina hanno fatto passi da giganti e, a differenza di tanti anni fa, sappiamo molto di più di come i bambini regolano a livello corporeo, la propria temperatura.
Nonostante questo, e credimi lo capisco benissimo, quando il termometro porta su la lineetta rossa toccando gradi sempre più alti, ci si inizia a preoccupare per la salute del proprio bambino: è assolutamente umano e normale.

È bene però chiarire fin da subito che il neonato, a differenza di un bambino, o dell’adulto stesso, ha una termoregolazione molto particolare, in quanto non disperde calore attraverso il corpo, ma tramite la testa, fisiologicamente più grande. Il suo meccanismo di difesa fino al sesto mese dalla nascita è ancora immaturo, e la sensibilità agli sbalzi di temperatura sono per lui una lotta da combattere. In fin dei conti è appena uscito da un ambiente caldo e avvolgente, essendo stato nel grembo materno per nove mesi, e si sta preparando ad affrontare sfide più grandi di lui a tutti gli effetti (approfondisci anche il trauma da parto). Un sistema complesso, che non gli permette di conservare la temperatura interna né tanto meno di produrla e disperderla.

Hai mai fatto caso che i neonati non tremano?

Per noi adulti è normale avere quella sensazione nelle ossa e lungo il corpo che si presenta quando le temperature esterne vengono ad abbassarsi, o al contrario aumentano improvvisamente.
Nel gergo comune chiamiamo questa reazione automatica “pelle d’oca”, ovvero uno dei tanti meccanismi di difesa che il nostro corpo è in grado di affrontare, e che il neonato non ha ancora avuto modo di sviluppare. Capire se un bambino sta bene nell’ambiente che lo circonda è sempre una sfida che metterà in difficoltà qualsiasi adulto, e il babywearing in questo potrebbe essere un grande alleato.

babywearing-bambino-febbre

La pratica del portare ha origini antichissime, e seppure in questi ultimi anni potrà dare la sensazione di essere diventata una moda, in realtà è una condizione sociale presente in moltissime società. Non è raro osservare come le mamme africane, indiane e asiatiche si muovano con sicurezza e naturalezza nella quotidianità di tutti i giorni. Le vediamo districarsi con i loro bambini tra i mezzi pubblici e le larghe vie delle metropoli, o mentre fanno la spesa chiacchierando allegramente con le amiche. L’indossare il proprio bambino non è solo una questione di comodità, che permette alle mamme e ai papà (ce ne sono tantissimi!) di poter svolgere con estrema semplicità i propri impegni, ma è il poter creare un ambiente il più naturale possibile al grembo materno (scopri questo ed altro nel mio corso babywearing per tutti).

Benefici psicologici per la mamma e il bambino, benefici fisici per entrambi

Indossare il proprio bambino (letteralmente), attraverso il contatto pelle a pelle, permette:

  • uno sviluppo neuro motorio adeguato;
  • un senso dell’equilibrio;
  • un miglioramento del reflusso gastroesofageo e delle antipatiche colichette;
  • stabilizza la respirazione;
  • regolarizza la pressione sanguigna;
  • rende regolare anche il battito cardiaco;
  • mantiene la giusta temperatura corporea del neonato.

La febbre del bambino

Fare chiarezza su questo punto è molto importante perché non sempre possiamo parlare di alterazione della temperatura corporea utilizzando il termine febbre. A dar sostegno a questa tesi è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, da tempo immemore, è molto
chiara su questo argomento: la temperatura corporea ottimale deve essere compresa tra i 36,5 °C e i 37,5°C. L’unico strumento da utilizzare per misurare la temperatura è il termometro, digitale o meno, da posizione sotto l’ascella mentre altre tipologia di misurazioni possono dare parametri poco chiari, creando ulteriore confusione qualsiasi genitore.

Su questo lasciamo al personale sanitario il compito di utilizzarli e su come leggerne il parametro giusto per intervenire.
A differenza di quanto si pensi la febbre non è una malattia ma è un sintomo che qualcosa sta attaccando il sistema immunitario del nostro bambino. Aumentando la temperatura corporea viene meno l’attacco da parte di virus e batteri che amano circondarsi dal freddo piuttosto che dal caldo. I bambini appena nati godono di una sorte di immunità privilegiata, sia perché hanno in sé parte degli anticorpi della mamma trasmessi attraverso il sangue, sia perché in caso di allattamento al seno, il latte offre loro una ulteriore protezione alle vie respiratorie e all’intestino (se hai problemi con l’allattamento o vuoi partire bene ti posso aiutare).
Questo naturalmente non significa che non si ammalino, ed è bene sempre rivolgersi per qualsiasi dubbio al proprio pediatra di riferimento, che saprà dare le giuste indicazioni su quali passi compiere.

Posso portare con la febbre?

Tornando a noi, fatte queste premesse, ora avrai capito perché portare il proprio bambino in fascia è consigliato anche quando la temperatura corporea è alta, o presenta una alterazione significativa. Il petto della mamma rappresenta un accogliente ambiente naturale dove il calore, l’odore e la protezione sono un requisito indispensabile per stare meglio.

Molti genitori confermano che non solo i bambini sono più sereni e affrontano meglio la febbre, ma spesso notano anche una guarigione veloce, che sia un caso? Io non direi, Ovviamente non ci sono magie e la febbre deve fare il suo corso naturale. Ma ancora una volta il babywearing ci viene in aiuto concreto, e non è poco, non credi? Fammi sapere cosa ne pensi!

Torna su