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Senza più ansie è un parolone quando parliamo di avvio dell’allattamento, lo so. Ma considera che ti dico subito la bella notizia, cioè che puoi riuscire ad allattare con i capezzoli piatti, e puoi tranquillamente avviare un percorso di allattamento duraturo e stabile, almeno fino a quando lo desideriate. Con le dovute accortezze, e le necessarie eccezioni (ogni caso è differente da mamma a mamma, da bimbo a bimbo), avere i capezzoli piatti non significa necessariamente rinunciare all’allattamento al seno. Anzi, nella maggior parte dei casi puoi allattare senza problemi.

Continua a leggere per sapere cosa fare in caso di capezzoli piatti e come intervenire già dalla gravidanza.

Per allattare con i capezzoli piatti… comincia dalla gravidanza

Allattare con i capezzoli piatti fa paura, in quanto associamo il capezzolo all’allattamento, ma in realtà, non è solo il capezzolo che il bambino prende in bocca per nutrirsi, ma anche parte dell’areola.

Il capezzolo è un po’ come un’indicazione stradale per lui e gli indica dove trovare nutrimento, e per quale via accedervi. Se il capezzolo si presenta piatto ovviamente si può incorrere in qualche problema, ma solitamente si trovano escamotage per aggirare il problema. È un po’ come se il bambino “perdesse la strada” ma abbiamo modo di indicargliela e sostenerlo soprattutto nella fase iniziale.

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Cosa significa capezzoli piatti?

Riconoscere i capezzoli piatti (e lo dice la parola stessa piatti, appunto) è molto semplice, e probabilmente te ne sarai già accorta ancor prima della gravidanza.

Tieni presente che ci sono:

  • capezzoli piatti (quando il capezzolo non sporge nemmeno con il freddo);
  • e capezzoli introflessi (il capezzolo è concavo nel seno, e anche in questo caso non subisce variazioni con le temperature).

Può succedere anche che si verifichi una condizione unilaterale, e dunque relativa ad un solo seno. In questo caso la soluzione più semplice è allattare dall’altro seno, e utilizzare un tiralatte per quello piatto (spesso e più volte al giorno, anche per mantenere la produzione di latte alta e costante anche da quel seno, e stimolarlo adeguatamente).

Osservati in gravidanza

Già in gravidanza ( e anche prima in verità), ti puoi rendere conto della tipologia dei tuoi capezzoli, se si presentano piatti (anche se stimolati, come abbiamo appena visto), potresti utilizzare dei modellatori di capezzoli. Questi modellatori si possono indossare con il reggiseno e creano una moderata aderenza, e pressione, che gradualmente porta alla fuoriuscita del capezzolo.

Ovviamente sconsiglio il fai da te, meglio comunque confrontarsi con le figure di riferimento (ti lascio il pacchetto Parti Bene, per iniziare subito con il piede giusto).

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5 consigli pratici per allattare con i capezzoli piatti

La prima cosa da fare, quindi, sarebbe quella di osservare bene i propri capezzoli già in gravidanza, per non rischiare di ritrovarsi impreparate. Ma è una cosa che è ancora poco comunicata, anche durante i corsi pre-parto, perciò non disperare se non ci hai pensato o se non ti è stato detto.

Ti lascio i miei consigli pratici, e semplici, per allattare con i capezzoli piatti senza impazzire!

  1. cerca di limitare l’uso di ciucci e biberon, in quanto la differenza tra il capezzolo appunto piatto e la tettarella è molto importante. Potresti creare ancora più difficoltà nel tuo bambino;
  2. metti un po’ di latte sul capezzolo, e avvicinalo alla bocca del tuo bimbo per fargli capire dov’è;
  3. cerca di far protrudere un pochino il capezzolo aiutandoti con le mani, o stimolandolo delicatamente, cercando di tirare senza pressione indietro la pelle dell’areola per farlo uscire più possibile;
  4. puoi provare ad attaccare al seno il tiralatte qualche minuto prima della poppata (tiralatte, tutto quello che devi sapere!);
  5. allatta in posizione semi-reclinata (biological nurturing) per avere un attacco più profondo del bambino al seno.

Come vedi si tratta di semplici passaggi e piccole accortezze, che, fatte quotidianamente, daranno i loro frutti. Ho avuto modo tante volte di affrontare queste problematiche con le mie mamme, è ti assicuro che si risolve e che è possibile avviare un buon allattamento al seno. E per buono intendo dire ben avviato, e duraturo.

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Chiedi aiuto!

Ci sono anche altre cose da fare di cui non ti ho appositamente parlato (come l’uso della siringa senza ago per far uscire il capezzolo), perché sarebbe meglio farle con una professionista accanto. Un seno magari dolorante, una mamma già provata dal parto, o magari in ansia per l’allattamento, sono tutte cose che vanno gestite bene, proprio per non inficiare il delicato avvio dell’allattamento al seno.

Quindi, se se fai fatica, non riesci a trovare il metodo giusto, o solo per sentirti più sicura, chiedere aiuto è assolutamente normale, oltre che spesso risolutivo: sono qui per te, prenota una consulenza.

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