allattamento-e-inserimento-al-nido

Devo smettere di allattare se il bimbo inizia il nido?

Una delle domande più gettonate nel periodo del pre-inserimento, è come gestire il rapporto tra allattamento e inserimento al nido. L’estate seguo spesso tante mamme molto preoccupate di come andrà il fatidico momento dell’inserimento all’asilo nido, e questo direi che è assolutamente normale. Lo dico da mamma in primis, e da professionista, e se poi ci aggiungi a tutti i dubbi sul nido anche la tensione per via dell’allattamento, effettivamente potrebbe sembrare un momento abbastanza difficile da gestire.

Tante volte questo momento è quindi accompagnato dalla convinzione di dover “modificare” l’allattamento già mesi prima per abituare il bambino, o addirittura terminare l’allattamento perché così sarà più facile che si ambienti serenamente, del resto così non è portato a cercare il seno, giusto?! No, non è così, e ti spiego perché puoi continuare ad allattare e come fare.

Allattamento e inserimento al nido: cosa modificare?

Cosa modificare realmente quando allatti e tuo figlio inizia il nido? Troppo spesso si fa l’errore di pensare che ad ogni cambiamento sia il caso di interrompere l’allattamento, perché, effettivamente, non si sa bene come comportarsi. Molti genitori vanno nel panico, e si finisce per decidere di togliere il seno, anche a un bambino che così piccolo deve affrontare invece un cambiamento così grande. Questo è uno sbaglio enorme!

Per questo, il primo consiglio che mi sento di darti, è quello di agire con gradualità e non di impulso, perché i nostri piccini, come sempre, ci insegnano che sono in grado di affrontare anche i cambiamenti che sembrano più complicati. Non dimenticare quanta strada avete percorso fino ad ora, a quanto ti sei dedicata all’allattamento, magari hai imparato la spremitura manuale piuttosto che l’uso del tiralatte, sei impazzita per capire se aveva fame, ecc. Insomma, se è arrivato il momento di concludere questo percorso lo potete decidere solo voi, ma ti assicuro che non devi farlo necessariamente per l’inizio dell’asilo nido.

Quello che devi modificare riguarda innanzitutto la tua predisposizione mentale, poi potrai agire a livello prativo su vari fronti.

allattamento-e-inserimento-al-nido

Il seno non è solo nutrizione

Come ti dico sempre, il seno non è solo nutrizione per un bambino (per saperne di più scorpi i corsi come smettere di allattare e allatta che ti passa), piccolo o grande che sia è: il modo più semplice, immediato ed efficace, di dirgli che “va tutto bene”. Il seno è la rassicurazione viscerale dopo ore di separazione.

È vero che in fase di inserimento i nostri bimbi potrebbero chiederci il seno più spesso, e magari avere delle alterazioni del sonno notturno, ma questo non avviene strettamente a causa dell’allattamento. Anzi, allattare in questi casi è un’arma grandissima, che abbiamo per far si che vada tutto per il meglio e fili tutto liscio.

Parola di mamma che ha allattato due bimbe per tutto il tempo del nido, e anche parola di professionista, in quanto, come consulente allattamento, ho seguito centinaia di mamme in questa fase.

5 consigli pratici per allattamento e inserimento al nido

1 Liberati dei falsi miti

Comincia allora a liberarti dei falsi miti dell’allattamento al seno, che puntualmente fanno capolino nei momenti in cu meno ne abbiamo bisogno, e tante volte attraverso le persone che ci sono vicino (loro malgrado, magari non se ne rendono conto). Ascolta te stessa e il tuo bambino, e se vuoi andare avanti, continua serenamente per la tua strada.

  • Se non lo abitui al biberon mesi prima allora non mangerà mai quando non ci sei;
  • non starà calmo sena seno;
  • non si abituerà al distacco;
  • i bambini allattati al seno non si addormenteranno mai al nido;
  • piangerà di più degli altri.

Ecco, inizia a sbarazzarti di tutte queste credenze, e se ti capita di ascoltarle girati dall’altro lato, ma non farle assolutamente tue. I bambini mangiano e dormono anche senza di noi, o a limite ci aspetteranno se sono grandicelli, ma fidati che troveranno e troverete il vostro modo. Non soffriranno la fame e si faranno consolare in caso di bisogno.

2 Parla con l’educatrice

Non sottovalutare la figura dell’educatrice, che non è solo chi sorveglia i bambini nel gioco, ma anche e soprattutto, colei che li accompagnerà insieme a te, nella fase del distacco e in generale della crescita dei primi anni. Quindi non aver paura di confrontarti con lei per un consiglio, o per provare a stabilire insieme un piano di azione che possa funzionare bene per le esigenze del tuo piccino. Del resto se le affidi tuo figlio meglio instaurare un rapporto di fiducia, non credi?

3 Scegli l’asilo giusto per voi

Le strutture stanno iniziando sempre di più ad adeguarsi alle esigenze delle mamme che allattano e dei bambini allattati al seno, predisponendo spazi, strumenti (come può essere banalmente un frigorifero oppure lo scalda biberon), personale formato e attento. Ma ancora non è la regola, quanto piuttosto l’eccezione, quindi prova a cercare nella tua zona l’asilo giusto per voi e per la vostra voglia di continuare a favorire l’allattamento al seno.

4 Dai tempo al bambino

Non puoi aspettarti miracoli, perché il tuo bambino deve affrontare, ancor prima dell’allattamento, la fase del distacco da te. Quindi occorre dargli e darsi tempo, per capire bene quali azioni possano aiutarlo in questo momento.

Per alcuni è la copertina o il gioco da casa, per altri l’abbraccio del mattino, per altri ancora è semplicemente questione di tempo. Calcola che ci vogliono circa due settimane per elaborare bene la situazione. Ma come sempre, per ogni bambino ci sarà una tempistica differente.

5 Preparati anche a casa

Quando si affrontano questi cambiamenti bisogna essere pronti anche a portarli a casa. Potrebbero influire sul sonno del bambino, e, in generale sulla sua tranquillità. Porta pazienza e preparati a supportarlo in questo momento così delicato:

  • carica di coccole;
  • asseconda l’allattamento a richiesta;
  • organizzati eventualmente con la spremitura manuale o il tiralatte;
  • non devi aumentare le razioni se non è lui a richiederlo.

Errori da non fare quando si parla di allattamento e asilo

Considera che l’allattamento al seno può continuare anche se il bambino andrà al nido, ma ovviamente, questo andrà ad incidere anche sulla routine quotidiana. Quindi prova a non:

  • forzare una nuova routine quando ancora è in divenire;
  • cedere all’ansia e allo stress: ce la farai come tutte;
  • eccedere nelle attenzioni e col cibo (non colmerà il distacco, non è rimpinzandolo che andrà meglio);
  • procrastinare l’inizio all’infinito (non c’è un vero momento giusto, salvo situazioni già complicate per altri motivi, tipo perdite di cari, o arrivo fratellini, cambi casa ecc.);
  • delegare agli atri le spiegazioni (tu in primis devi parlare al tuo bambino e spiegare cosa sta succedendo).
  • dare per scontato che la struttura ti supporti (è brutto dirlo, lo so, ma il panorama italiano è spesso ancora questo. Non ovunque fortunatamente, ecco perché ti consiglio di fare con calma la scelta dell’asilo nido);
  • prenderti tutto il carico mentale (tendenzialmente si è in due)
  • darti colpe inutili (sensi di colpa non servono e sono il vero male per tutte le situazioni di questo tipo).
allattare-a-richiesta-dopo-scuola

In conclusione

Il lungo viaggio della genitorialità soprattutto nei primi anni di vita, è soggetto a tanti cambiamenti, talvolta fulminei, altre volte più lenti. Se hai ancora dubbi, ti aspetto nel mio corso allattamento e rientro al lavoro, in cui parlerò proprio di come gestire l’allattamento nelle fasi di distacco. Ad ogni modo, in questo caso più che mai, conta l’organizzazione e il coordinarsi con le altre figure coinvolte (le educatrici prima di tutto), per trovare il modo giusto per rispondere in modo adeguato e più tranquillo possibile, alle esigenze dei bambini, ma anche a quelle di noi genitori.

Perché se tu sei serena, stai certa la tua serenità sarà tangibile anche per il tuo bambino, ma questo scommetto che lo sai!

Torna su