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Rosea, morbida e liscia priva di imperfezioni. È così che la maggior parte di noi immagina la pelle di un bambino appena nato, rimandando il pensiero di brufoletti e foruncoletti rossi alla pubertà e nell’adolescenza. E invece, anche i neonati possono avere l’acne. Una condizione particolare che si può presentare a partire dalle prime settimane di vita. Ed è assolutamente normale avere dubbi, porre domande al proprio pediatra e capire come muoversi. Cerchiamo di fare chiarezza su una condizione fisiologica chiamata acne neonatale provando a capire insieme, se questa condizione può divenire un eventuale ostacolo all’avvio dell’allattamento al seno. Sfatando, come sempre, alcune credenze popolari e senza rilevanza scientifica. 

Acne neonatale: com’è davvero la pelle del neonato?

Quando i cuccioli d’uomo vengono al mondo sono proprio teneri, morbidi e a tratti buffi con le loro smorfie. Immaginati, sognati e fotografati nelle ecografie arrivano tra le nostre braccia con una pelle di un rosa acceso, talmente sottile che si potranno intravedere le piccole venature sanguigne sottostanti. La pelle di un neonato è comunque tutto l’opposto di quello che abbiamo immaginato nei nove mesi di gestazione. Non è rosea, non è liscia e presenta già dalla nascita delle piccole imperfezioni. A partire da piccole chiazze rosse causate dal parto stesso e che avranno modo di scomparire nel giro di pochi giorni. Ma non solo. 

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Nei primi mesi di vita di un neonato come genitori avrete modo di incappare in svariati termini come crosta lattea, macchie di latte (milia), dermatiti atopiche per citarne alcune. Tutte condizioni fisiologiche che per un motivo o per un altro servono al neonato per adattarsi alla nuova condizione fuori dall’utero materno. Possono apparire macchie, alterazioni di colore, gonfiori, edemi e secrezioni che agli occhi di un genitore inesperto assumono motivo di grande ansia. E a ben ragione (d’estate invece, c’è la sudamina nei bambini con cui fare i conti). 

Nella fattispecie, l’insorgere di brufoletti sul viso esteticamente brutti, possono allarmare il genitore che cercherà una immediata risposta a questa condizione.

Quando e come insorge l’acne neonatale?

L’acne neonatale è una condizione fisiologica benigna. Insorge tra la prima e la sesta settimana di esogestazione, e tenderà a risolversi spontaneamente. Si presenta sul viso, in particolar modo sulle guance, fronte e mento, ma soprattutto, non è una malattia. Colpisce in maniera più accentuata i maschietti e non ha bisogno di nessuna cura, farmaco o medicinale per farla scomparire. Tuttavia è bene tenere sotto controllo l’evolversi delle eruzioni rivolgendosi sempre al proprio pediatra in caso appaia febbre, irritabilità e diffusione sul resto del corpo.  

Perché si presentano questi brufoletti?

Per moltissimi anni si è pensato che le cause dei foruncoletti neonatali fossero da attribuire a una scorretta alimentazione della madre, la quale attraverso il proprio latte fosse il tramite per l’insorgere dell’acne. Occorre sottolineare che questa condizione non dipende:

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  • né da una alimentazione materna,
  • tantomeno da quella del lattante stesso.

È invece colpa di un residuo di ormoni materni accumulati nel sangue del neonato. Ebbene sì! Care mamme possiamo tranquillamente continuare a mangiare cioccolata perché questo alimento, come gli altri del resto, non è la causa dei brufoletti dei nostri bambini. 

Nei nove mesi di gestazione gli ormoni (e in particolare gli estrogeni) circolano liberamente nel sangue materno passando al feto tramite il cordone ombelicale. Il loro smaltimento avviene attraverso la madre che con la sua funzionalità epatica già sviluppata, è in grado di scartarli senza problemi. Cosa succede dal momento in cui viene tagliato il cordone ombelicale? Potrà accadere che gli ormoni non facciano ritorno alla madre, accumulandosi nel sangue del neonato, il che cercherà di metabolizzarli con i mezzi a sua disposizione. La mancanza di una maturazione del fegato del bambino appena nato porterebbe a un lavoro extra delle ghiandole sebacee che saranno sottoposte a un eccesso di produzione di grasso. Infiammando i bulbi piliferi (i pori della pelle) causando piccoli brufoletti. Molto simili a quelli che conosciamo nel periodo della pubertà ed adolescenza. 

E non solo acne neonatale, è infatti possibile che un accumulo nel sangue degli ormoni materni siano la causa di altre manifestazioni come:

  • nelle femmine la presenza degli ormoni materni può portare alla comparsa di una secrezione di muco nella vagina, la quale andrà a esaurirsi nella prima settimana di vita;
  • ingorgo del seno sia nelle femmine che nei maschietti, che influisce sulle ghiandole mammarie andando a gonfiarsi per settimane e a volte per mesi. 

Come muoversi se compare?

L’ acne neonatale abbiamo osservato è una condizione fisiologica benigna che andrà a risolversi spontaneamente nel giro di qualche settimana. A volte mesi. Non crea prurito e nessun fastidio, ma soprattutto, non ha una correlazione con l’acne adolescenziale in età più adulta. Tuttavia è importante tenere a mente come muoversi se compaiono nelle prime settimane di vita dei puntini rossi bianchi sul viso del nostro bimbo appena nato:

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  • non schiacciarli, né spremerli e tantomeno grattarli. Queste azioni possono creare infezioni della pelle di un neonato già di per sé molto delicata;
  • evitare di usare creme, oli, trattamenti casalinghi di testa propria. Possono creare un peggioramento della situazione creando infezioni;
  • è bene non utilizzare saponi o detergenti per adulti con profumazioni varie compresi gli indumenti che possono sfregare la pelle, irritando ulteriormente la zona del viso;
  • tenere pulito il viso utilizzando solo acqua tiepida, sapone neutro e tamponare con cotone senza sfregare la pelle; 
  • non lavare il viso del bimbo più volte nell’arco della giornata. Non è utile a far scomparire prima i brufoletti provocando una alterazione del Ph della pelle già di per sé molto delicata;
  • tagliare le unghie del proprio bimbo se osservate che si mette le mani in faccia. Sono molto utili le mapoline in cotone naturale per non graffiare il viso;
  • una buona soluzione potrebbe essere una corretta esposizione all’aria aperta evitando le ore di sole più calde e utilizzando un velo di protezione solare specifica per neonati. 

Allattamento e acne: qual è il rapporto?

Abbiamo osservato come l’insorgenza dell’acne neonatale non sia una condizione da attribuire all’alimentazione materna, tantomeno correlata con la tipologia di allattamento. Tuttavia nei bimbi allattati al seno, i brufoletti rossi possono persistere più a lungo in quanto la madre passerà gli ormoni estrogeni attraverso il proprio latte. Ci vorrà più tempo, questo è assolutamente assodato ma non è una scusa per interrompere l’allattamento al seno. 

Semmai si potrà utilizzare l’azione anti infiammatoria e anti microbica del latte materno applicando sopra le bollicine del viso come una sorta di antibiotico naturale favorendo il riassorbimento. 

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In conclusione, differentemente da quello che si è sempre pensato, la causa non è da attribuirsi all’allattamento al seno e a quello che eventualmente mangia la mamma. Non porta a disturbi come prurito, irritabilità al neonato ed altri sintomi che possono infastidire. In caso di dubbi, perplessità e domande di qualsiasi genere è sempre bene consultare il proprio pediatra, che è in grado di suggerire il comportamento giusto. 

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