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Si, hai letto bene, esiste davvero un quarto trimestre mancante di gravidanza: e si tratta con precisione, dei primi 3 mesi dopo il parto. Certo che per noi donne alcune gravidanze sono davvero infinite, e chi ha partorito oltre il termine lo sa bene, eppure questi mesi in particolare andrebbero vissuti proprio come un prolungamento della gravidanza stessa.

È una fase che possiamo definire di transizione, quindi particolarmente importante sia per la mamma che per il neonato, ecco perché è bene conoscerla, per supportare entrambi in questo percorso di conoscenza.

Cosa succede nei 3 mesi dopo il parto?

È l’American College of Obstetricians and Gynecologists (Associazione dei ginecologi americani, detta ACOG), a parlare per la prima volta di quarto trimestre di gravidanza, riferendosi ai primi 3 mesi dopo il parto, e consigliando di monitorare accuratamente anche la salute psicofisica della mamma oltre a quella del neonato.

Se ci pensi bene, è facile individuarlo come un periodo talmente intenso, di felicità certo, ma anche di estrema stanchezza, sbalzi di umore (per via degli ormoni in circolo) dolore fisico, mancanza di sonno, che sarebbe bene affrontare con particolare attenzione e cura.

La mamma i primi 3 mesi dopo il parto

La mamma dopo il parto è in preda a tantissime emozioni, belle e uniche, non c’è dubbio, ma talvolta davvero provanti. Non sempre il parto o la gravidanza stessa, lasciano un bel ricordo, e soprattutto i primi giorni potrebbero portare degli strascichi nella neomamma, sia fisici che psicologici.

In aggiunta molte donne non hanno aiuti, e così si ritrovano stanche e sole a dover gestire un così grande cambiamento. Occuparsi di un neonato non è semplice, la stanchezza la fa da padrone, e tante volte anche il dolore fisico.

Il mio primo consiglio è quello di cercare di vivere proprio i primi 3 mesi dopo il parto come un prolungamento della gravidanza: datti il tempo di assaporare e conoscere la nuova condizione, sia fisica che mentale. Il bambino è appena arrivato, è normale sentirsi spaesate, per questo muoviti a piccoli passi.

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Cura della mamma nel quarto trimestre di gravidanza

Ecco alcune idee pratiche:

  • concentrati sull’allattamento, e se qualcosa non sembra procedere come ti aspettavi, non esitare a chiedere l’aiuto di una professionista (scopri le mie consulenze allattamento, o, se vuoi prepararti già durante la gravidanza, c’è il mio corso online “allatta che ti passa”) .
  • concediti delle pause, delegando la cura del neonato per qualche ora. Non c’è niente di male a voler recuperare del sonno, o semplicemente a volersi fare un bel bagno caldo in tranquillità.
  • sperimenta il contatto pelle a pelle con il babywearing. Il bambino si sentirà al sicuro ed entrambi trarrete benefici fisici e psicologici dallo stare vicini. Inoltre con le mani libere potrai dedicarti a piccole faccende domestiche, o semplicemente a leggere un libro (puoi prepararti già prima del parto con il mio corso online babywearing per tutti).
  • segui una dieta equilibrata, senza rinunciare a niente in particolare (si lo so che allatti). La regola è sempre tanta frutta e verdura di stagione, ma senza rinunce esagerate. Non è il momento di iniziare una dieta ferrea, il tuo organismo è ancora provato dallo sforzo del parto, i kg meglio perderli in modo graduale (parola di nutrizionisti).
  • cavalca il cambiamento non ostacolarlo. Forse sei infastidita perché non ti senti ancora padrona del tuo corpo come vorresti, perché allatti sempre, e non dormi, e sei sempre stanca. Prova a vivere questo momento per quello che è: una fase di transizione. Non importi di fare chissà cosa, segui il tuo, anzi il vostro ritmo.

Il bambino i primi 3 mesi dopo il parto

Se la mamma è, tutto sommato, tranquilla, il quarto trimestre mancante di gravidanza resta comunque importante per il neonato: il trauma da parto potrebbe ancora essere avvertito al punto da rendere il bambino molto nervoso.

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Cura del neonato nel quarto trimestre di gravidanza

Del resto, dopo nove mesi nella pancia della mamma, i primi 3 mesi dopo il parto sono di assestamento anche per lui:

  • deve imparare a nutrirsi al di fuori dell’utero (per questo ogni allattamento è diverso)
  • ha bisogno di sentirsi al sicuro (ecco perché il cuore a cuore e di conseguenza il babywearing sono molto di aiuto)
  • deve avere tempo di adattarsi al mondo esterno

Solitamente è questo il periodo in cui il neonato piange di più, per esprimere il suo tentativo di adattamento, le sue emozione. Avvolgilo attorno a te, e prova a cullarlo con il movimento ritmico che gli ricorderà la sua vita uterina.

Routine si o no?

Tutti ti dicono di creare una routine, io credo sia importante, anzi di più, ma prova ad essere elastica, perché la routine la state creando già insieme, giorno dopo giorno. In particolare questi primi 3 mesi sono un rodaggio emotivo e fisico: un po’ come quando inizi la scuola primaria per il verso giusto. La maternità è un’esperienza travolgente, meglio fare un passo alla volta per goderlo al meglio. Non credi?

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